I furti nel Retail: chi perde di più

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Laptop, lettori Mp3, televisori, cellulari, software, Dvd e Cd, videogiochi,
accessori per il Pc, memory card e consumabili sono, secondo il Barometro
Europeo dei Furti nel Retail, tra i prodotti più rubati. L’Italia è uno dei
Paesi europei in cui i furti sono diminuiti rispetto a un anno fa. E i sistemi
antitaccheggio di tipo Eas sono il metodo più usato per proteggere la merce

Una quota di oltre 2 miliardi e 600 milioni di euro: questa è la cifra che nel periodo compreso tra luglio del 2005 e giugno del 2006 i supermercati e i grandi magazzini italiani hanno perso in seguito a furti e a errori commessi nei punti vendita. Lo ha rilevato il Barometro Europeo dei Furti nel Retail, uno studio realizzato dal Centre for Retail Research di Nottingham e finanziato da Checkpoint Systems Europe, che ha coinvolto 466 retailer di 24 Paesi del Vecchio Continente responsabili di 28.297 punti vendita, con un fatturato complessivo 2006 di 422.190 milioni di euro, pari al 18% del settore retail europeo. Considerando tutti i Paesi partecipanti, è di oltre 29 milardi di euro la quota persa dai retailer a causa di furti ed errori, ma, stando alla ricerca, negli ultimi anni la situazione è migliorata. Il tasso delle differenze inventariali (il dato contabile che registra la differenza tra i ricavi economici che l’azienda dovrebbe aver registrato e i ricavi reali che possono essere diversi per la perdita di merci dovute a criminalità o a errori nei processi, nella contabilità o nell’applicazione dei prezzi) nel 2006 si è attestato all’1,24% del fatturato, confermando la tendenza iniziata dopo il 2002, quando la media delle differenze inventariali era dell’1,45%. Sono stati 28 i retailer italiani che hanno partecipato all’indagine, con un fatturato globale di 48 miliardi e 910 milioni di euro e 1.790 i negozi. L’Italia, a quota 1,26%, come ha spiegato Joshua Bamfield, Direttore del Centre for Retail Research di Nottingham e Professore di Management Strategico presso la Nottingham Trent University, è, accanto a Finlandia, Francia, Paesi Bassi, Portogallo, Regno Unito tra i sei Paesi europei in cui il tasso delle differenze inventariali è diminuito da un anno fa. Il 50,4% delle perdite presso i punti vendita italiani, pari a 1 miliardo e 321 milioni di euro, è dovuto a furti realizzati dai clienti; il 24,1% (632 milioni di euro) è imputabile a sottrazioni per mano del personale del punto vendita, il 9,9% a furti compiuti dai fornitori (259 milioni di euro). Il 15,6%, infine, è attribuibile a errori nella gestione della merce presso il punto vendita (408 milioni di euro).

Bene Gran Bretagna, ?maglia nera’ alla Repubblica Ceca La più elevata riduzione di furti è avvenuta in Gran Bretagna, che è passata da un tasso di differenze inventariali dell’1,38% del 2005 all’1,33% di oggi. La quota più bassa è detenuta dalla Svizzera (0,92%), seguita da Austria (0,96%) e Germania (1,07%). La ?maglia nera’ spetta invece alla Repubblica Ceca (1,42%) preceduta da Slovenia (1,40%) e Ungheria (1,38%). Nell’Europa dell’Ovest il fenomeno dei furti nella grande distribuzione è più elevato in Finlandia e Portogallo (entrambi con l’1,34%), in Gran Bretagna e Grecia (a quota 1,33%); seguono la Svezia (1,32%), Francia, Norvegia e Spagna (1,29%) e infine l’Italia. A livello europeo, il 48,8% delle perdite è costituito da furti attribuibili ai clienti; il 30,7% è riconducibile a furti realizzati dal personale del negozio, il 6,2% a quelli compiuti dai fornitori. Il 14,3% è determinato da errori nei punti vendita. Sono soprattutto i retailer britannici che affermano di subire furti dai propri dipendenti (38%), seguiti da quelli di Polonia e Ungheria (36,5% e 35% rispettivamente). Grecia (17%), Portogallo (22%), Svizzera (24,8%) e Austria (24,9%) sono i Paesi in cui le percentuali di furti attribuiti al personale sono più basse. L’Italia è al primo posto tra i Paesi che registrano furti da parte dei fornitori, in seconda posizione si colloca la Slovacchia (9,5%), in terza la Svezia (9%). Le nazioni che hanno registrato il tasso più basso di errore interno sono Austria (12,3%), Paesi Bassi (12,4%) e Svizzera (12,8%); i retailer di Grecia (58%), Austria (57,2%) e Svizzera (56%) segnalano il maggior numero di furti a opera dei clienti.

Autore: ITespresso
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