I genitori non sanno cosa fanno i figli in Rete

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Un sondaggio misura lo stato della consapevolezza di padri e madri sulle attività online dei baby cybernauti. Privacy a rischio e i giovani navigatori a volte mentono ai genitori

Nell’era del Web 2.0 e del social networking di Facebook, MySpace, blogosfera e dell’instant messaging, la privacy dei minori in Rete viene messa a dura prova.

Ma a gettare un’ombra sul controllo da parte dei genitori è un sondaggio, che dimostra che padri e madri non sanno cosa fanno i figli in Rete, e che

i figli “imbrogliano” i genitori sulle attività online durante la navigazione in Internet. I baby cybernauti hanno il naso lungo di Pinocchio? Sembra di sì:

i figli dalla seconda vita virtuale spesso mentono. Lo afferma uno studio dell’Università di Tel Aviv. Alla base c’è il gap generazional e: non tutti i ragazzi sono bugiardi per natura, anzi, ma una parte del problema consiste nel fatto che i genitori non conoscono la Rete di oggi.

Solo il 4% dei genitori pensa che i figli rilascino informazioni personali e dati sensibili online, mentre ben il 73% dei ragazzi ha agito all’opposto. Inoltre il 30% degli intervistati tra i 9 e i 18 ann i cancella della cronologia dei siti visitati, preferendo mantenere la privacy in famiglia.

La ricerca conclude che la risposta non consiste nel vietare l’accesso al Web, bensì bisogna coltivare il dialogo e insegnare a non fidarsi degli sconosciuti e a non dare mai i propri dati personali.

Ciò che non si fa nella vita reale, non è affatto prudente online.

Autore: ITespresso
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