I giganti dellhigh-tech contro i web services?

AccessoriWorkspace

Secondo il W3C, in mancanza di un linguaggio comune, il mondo dei web services rischia il caos

Il World Wide Web Consortium (W3C) ha istituito la settimana scorsa un gruppo di lavoro che dovrebbe definire e stabilire delle regole per larea denominata web services choreography organismo che si occupa di tracciare il modo in cui i web services interagiscono per creare transazioni commerciali. I web services sono il modo sempre più diffuso per costruire e collegare software business. Il W3C spera che con la creazione di un linguaggio standardizzato per la coreografia, il mondo business sia in grado di costruire più velocemente applicazioni complesse che riguardino la connessione di differenti servizi Web. In mancanza di un linguaggio comune, avverte il W3C, il mondo dei web services rischia il caos. Esiste questa divisione del lavoro tra chi sviluppa web services e che li mette insieme per farne applicazioni spiega Eric Newcomer, direttore tecnico di Iona Technologies e membro della commissione Web Services Architecture del W3C. La coreografia dovrebbe ovviare a questo stato di cose. Ma ci sono dubbi sulle intenzioni di alcuni membri di rilievo del W3C, come Microsoft, IBM e BEA Systems, che minacciano le speranze di uno standard industriale, dicono gli analisti. In particolare, alcumi membri del consorzio, Microsoft in primis, sono a favore di progetti che consentano la riscossione di royalties per luso della proprietà intellettuale. Il W3C sta cercando di prendere una posizione rigida su royalties e brevetti dice Newcomer. Microsoft sta cercando di arrivare ad un modello basato sulle royalties per le sue specifiche. Questa situazione di stallo tra Microsoft e il W3C è dovuta alla questione dei brevetti e delle royalties. Il Web Services Choreography Working Group appena istituito, ha le sue difficoltà per questa ragione. Mentre organizzazioni in favore degli standard come il W3C o la Organization for the Advancement of Structured Information Standards (OASIS), – altro consorzio mondiale no-profit per lo sviluppo e la diffusione di standard e-business – hanno definito specifiche standard per diversi componenti dellarchitettura dei web services, i mezzi per combinare e organizzare questi processi devono già essere to be ironed out. Alcuni esperti prevedono che qualora non venissero fatti passi avanti per sviluppare specifiche standard vendor-neutral, il mercato dei servizi Web si dividerebbe in un gran numero di sotto-network non inter-operativi dichiara il gruppo di lavoro. Tra le numerose tecnologie rilevanti per la coreografia dei web services, due in particolare sono state prese in considerazione dal W3C il Web Services Conversation Language (WSCL, che si pronuncia whiskle) di Hewlett-Packard e la Web Service Choreography Interface (WSCI, che si pronuncia whisky), proposta da BEA, Intalio, SAP e Sun Microsystems.

Autore: ITespresso
Clicca per leggere la biografia dell'autore  Clicca per nascondere la biografia dell'autore