I giochi colmano il tech divide fra i bambini.

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Secondo un recente studio, i giochi rivestono un ruolo fondamentale nell’aiutare i bambini ad acquisire familiarità con la tecnologia e ad intergagire con i computer.

I ricercatori che si occupano del progetto CACHET (Computers and Children’s Electronic Toys) hanno concluso che i bambini trovano altrettanto facile utilizzare un gioco interattivo o un mouse. Il progetto, finanziato dall’Economic and Social Research Council, si basa sull’idea che un gioco come guida alla tecnologia possa essere estremamente utile per rendere i bambini a proprio agio con i computer. La dottoressa Lydia Plowman, ha condotto lo studio alla University of Stirling. Per il suo studio, durato 18 mesi, sono stati utilizzati giocattoli svilupati da Microsoft, per valutare in quale modo i bambini interagiscono con la tecnologia. Un gioco sembra aumentare l’interazione sociale al computer:i bambini parlano maggiormente tra di loro e si aiutano vicendevolmente. I risultati suggeriscono che, nonostante abbiano un vocabolario sofisticato, i compagni di gioco elettronico non possono sostituire l’interazione umana. La dottoressa ha anche rilevato che i giocattoli costosi non sono la risposta giusta. Microsft avrebbe ritirato questi giochi dal mercato: il loro alto prezzo di listino sembra essere stato un fattore determinante del fallimento. «Al prezzo di 99 dollari non sono riusciti a vendere abbastanza per giustificare l’investimento». I giochi, basati sui personaggi della serie di libri per bambini ideata da Marc Brown erano adatti a bambini di età compresa tra i 4 e gli 8 anni. Si presentavano come giochi tradizionali ma potevano anche essere utilizzati con un CDRom e uno speciale adattatore per computer per fungere come guida elettronica per l’apprendimento del linguaggio e dei numeri al computer. I giochi disponevano di un vocabolario di circa 10.000 parole, ma lo studio ha evidenziato che ciononostante i bambini preferivano l’aiuto umano. «Troppo limitati per le necessità di aiuto dei bambini in fase di apprendimento» ha commentato al dottoressa Plowman. Il software per il riconoscimento vocale deve ancora essere significativamente migliorato prima che possa essere progettato il gioco perfetto, secondo la dottoressa Plowman. Sono comunque incoraggianti i segnali che indicano come i bambini saino a proprio agio nell’usare i gioco congiuntamente al computer. «Riescono a coordinare i diversi collegamenti tra il gioco e lo schermo senza apparire confusi». Inoltre, un gioco sembra aumentare l’interazione sociale al computer: i bambini parlano maggiormente tra di loro e si aiutano vicendevolmente.

Autore: ITespresso
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