I guai di Apple

Aziende

Apple come Toyota. L’antenna di iPhone 4 come il “flop di Vista“. L’ombra delle Class Action contro Apple. La bocciatura dell’autorevole organizzazione no profit Consumer Reports. Lo slittamento del debutto di iPhone in Italia. L’attacco hacker a At&t iPad (con la pubblicazione dell’email del Sindaco di New York e altri 114 mila esponenti dell’elite Usa) e poi la frode delle carte di credito ai danni di 400 utenti di Apple iTunes. Adesso perfino l’ombra della censura: il Financial Times accusa Apple di aver cancellato sul forum di Apple i thread riguardanti i noti problemi di ricezione. La lunga estate calda di Apple non è iniziata nel migliore dei modi: imbarazzanti paragoni riusciranno ad appannare l'”immagine patinata” di Apple?

  • Privacy, At&t chiede scusa per la cyber intrusione in iPad
  • Android contro iPhone: il sorpasso di Google su Apple forse entro il 2012
  • Hacker violano gli account di iTunes
  • Antenna iPhone 4, Apple chiede scusa e aggiornerà il software
  • Class Action per l’antenna di iPhone 4
  • Doveva essere il periodo del riscatto finale di Steve Jobs: il Ceo di Apple potrebbe ancora archiviare una trimestrale da incorniciare, merito delle vendite di iPad e del nuovo iPhone: alcuni osservatori hanno anche detto che la trimestrale che sarà annunciata entro fine mese potrebbe segnare il primo sorpasso di Apple su Microsoft. Un sorpasso “simbolico” in quanto sarebbe limitato a un’unica trimestrale, tuttavia un sorpasso emblematico come già è stato quello di Apple su Microsoft per capitalizzazione a Wall Street. Tale da creare terremoti al vertice di Microsoft. C’è anche chi ha ipotizzato le dimissioni del Ceo di Microsoft, Steve Ballmer.

    Ma, da quando sono circolate queste speculazioni, qualcosa è sembrato andare storto. Apple, di cui il blog Gizmodo già aveva sfatato il “mito della proverbiale segretezza” con la pubblicazione delle foto e poi del video del nuovo iPhone, è prima finita preda degli hacker: violati gli account di posta elettronica di 114 mila membri della classe dirigente e dell’establishment Usa. Quindi ha subìto un’altra imbarazzante violazione: ai danni di 400 utenti di iTunes (ma c’è chi teme che il numero riportato sia per difetto) che si sono visti addebitare sulle carte di credito l’acquisto di e-book mai comprati (grazie a una Web app truffaldina di uno smanettone vietnamita).

    Poi Apple ha dovuto affrontare il problema attualmente più scottante: l’accusa di scarsa ricezione del nuovo iPhone 4, a causa dell’antenna, dei problemi di campo e di una gestione del problema non trasparente. Apple si è scusata in ritardo e ha promesso un update software, ma prima è stata “pasticciona” come mai era accaduto nella sua storia. Il brand di Apple non ne soffrirà forse, ma l’immagine è un po’ appannata. Il “problema dell’antenna”, risolto momentaneamente con un bumper di gomma venduto da Apple a caro prezzo, ha portato Apple nel mirino di due Class Action. Fino al declassamento dei voti nella recensione dell’autorevole rivista dell’organizzazione non profit Consumer Reports. Il titolo di Apple ha perso il 4.2% in Borsa a quota 246.43 dollari e l'”assordante silenzio” di Apple non aiuta.

    Secondo Citigroup, Apple potrebbe rimediare regalando i bumper (un elastico, in grado di risolvere il problema) invece di farli pagare a prezzo salato. Intanto è spuntata l’ombra della censura. Il Financial Times ha riportato che Apple avrebbe bloccato il link, fino a poche ore fa presente nella pagina di Apple del supporto utenti, alla recensione di Consumer Reports e forse cancellato  thread degli utenti. Apple avrebbe così chiuso la porta alle critiche.

    ZdNet in due articoli online ha scomodato perfino lo spettro del “flop di Vista” (qualcosa che Microsoft ha pagato a caro prezzo e da cui sta riemergendo solo ora con Windows 7). L’immagine del brand di Apple (un’azienda che ha scommesso tutto sulla qualità dei prodotti e sulla potenza del proprio marketing) non è probabilmente a rischio.

    Ma Apple deve stare attenta a non entrare nella “sindrome di Toyota“: quella che ha costretto il colosso delle auto giapponesi a un richiamo di massa.

    Forse Apple, come Sony nel 2006 per le batterie esplosive e come Toyota lo scorso inverno, sarà costretta alla politica del recall? Dovrà richiamare gli iPhone 4 con ricezione difettosa? Vedremo. Certamente i guai di Apple, pur non essendo gravissimi, sono potenzialmente allarmanti per un’azienda che ha fatto dell’immagine il suo biglietto da visita nel mercato hi-tech. Secondo Bernstein Research un richiamo totale costerebbe all’azienda 1,5 miliardi di dollari, pari al 3,5% del cash disponibile.
    A tutto ciò, last but not least, si aggiunge lo slittamento del lancio di iPhone 4 in Italia: il nuovo iPhone arriverà probabilmente in Italia per fine luglio (28 o 29 luglio, secondo le ultime indiscrezioni), ma con qualche strascico di polemiche tra Apple e gli operatori mobili. Secondo IlSole24Ore.com, Vodafone Italia si è presa un po’ di tempo per capire se il difetto di ricezione, causato dall’antenna quando l’iPhone 4 è impugnato in certe posizioni, possa causare problemi sul mercato italiano e se Apple correrà ai ripari in fretta (negli Usa è già sotto Class action).

    Tim (che non ha ancora lanciato iPad) invece dovrebbe lanciare iPhone 4 il 28 e 29 luglio, in tempo per le vacanze di agosto. Ma su pre-ordini, prezzi e tariffe vige il più stretto riserbo.

    Da confermare è anche il lancio con 3 Italia, che aveva annunciato il nuovo iPhone nelle scorse settimane, sull’onda dell’entusiasmo per l’1,7 milioni di unità vendute in tre giorni, ma poi non ha fornito maggiori dettagli. E non finisce qui: anche in Europa i rapporti tra Apple e Ue sono sul filo del rasoio (a causa dell’Agenda Digitale UE).

    Sulle sorti di Apple in Europa pende infatti l’Agenda Digitale UE che, per questioni di interoperabilità, potrebbe costringere Apple ad aprire iPhone a Flash e obbligare iTunes a sintonizzarsi con tutti gli smartphone rivali. Ciò che Apple si è sempre rifiutata di fare in questi anni.

    Ma le Tlc europee sono anche in fibrillazione con Apple perché sono eccessivi i costi dei sussidi e di nicchia il mercato globale dello smartphone di Apple. Strand Consult non dubita del successo dell’iPhone 4, ma ritiene che il volume di vendite dello smartphone di Apple (51 milioni di pezzi venduti dal 2007 ad oggi) siano una nicchia in confronto ai numeri di cellulari immessi sul mercato dagli altri vendor. Cifre che forse non mettono fretta agli operatori mobili anche italiani.

    In fondo Nokia è tuttora il primo vendor al mondo nel mercato cellulari e Android è in grande crescita e potrebbe superare iPhone entro il 2012. La fortuna, almeno per il momento, sembra proprio aver voltato le spalle ai record di Apple. Almeno nelle ultime settimane: la palla ora tocca a Apple.

    Autore: ITespresso
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