I limiti del bando WiMax secondo Anti Digital Divide

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La popolare associazione di utenti, che combatte il divario digitale in
Italia, sottolinea i punti deboli del piano di assegnazione delle frequenze
della banda larga senza fili

Il bando WiMax , che prevede 35 licenze e 45 milioni di euro di base d’asta, è stato letto criticamente dalla associazione Anti Digital Divid e. Non mancano gli aspetti positivi: la priorità per le zone digital divise e a bassa competitività; la divisione del territorio in 3 macro aree; il rapporto di copertura 1 a 1 tra zone digital divise e zone già coperte eccetera. Però Anti Digital Divide sottolinea i punti deboli del piano di assegnazione delle frequenze della banda larga senza fili “Il punto dolente riguarda l’attesa di 30 mesi” scrive Anti Digital Divide : ciò potrebbe compromettere la copertura di una zona per troppo tempo. “Altra nota dolente” – aggiunge Anti Digital Divide – “è che dopo 30 mesi le frequenze non utilizzate non verranno riassegnate ma si avranno delle negoziazioni commerciali“. Si rischiano tempi “biblici” per raggiungere degli accordi e rendere disponibili le frequenze, considerando i conflitti che potrebbero sorgere tra i vari operatori. Un altro punto debole è lo scarso numero di licenze, che potrebbe soffocare la concorrenza. “Sarebbe stato necessario inserire almeno un’altra licenza regionale per operatori non UMTS per garantire un livello minimo accettabile di concorrenza”. Anche la decisione della durata delle licenze fissata in 15 anni, è controversa: 5 anni sarebbero stati suffucienti. Infine va chiarito se sarà possibile adottare la versione 802.16e ?mobile? e se se si potranno usare le frequenze per fare backhauling: Anti Digital Divide invece avrebbe decisamente puntato sulla interoperabilità e la non discriminazione tecnologica. Ignorati sono stati infine i temi dell’open spectrum, il free Wimax a uso libero . Insomma, Anti Digital Divide è critica: la speranza di abbattere il Digital Divide e aprire il mercato della banda larga e della telefonia, con l’assegnazione delle frequenze WiMax, potrebbe essere disattesa anche in questa occasione.

Autore: ITespresso
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