I mistery shopper di Microsoft e la coscienza civica del cittadino in Emilia Romagna

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Pirateria informatica software duplicato contro la Legge 248/00 sul diritto dautore nel 14,9% dei punti vendita a Bologna e nel 34,8% dei punti vendita a Reggio Emilia; a Ferrara un caso esemplare di rispetto del principio di legalità

Lattività anti pirateria informatica di Microsoft prosegue e rileva nelle città emiliane un incremento dellofferta agli utenti di software illegalmente duplicato in luogo della diffusione di una cultura della legalità. La vendita irregolare di software Microsoft è stata verificata in 15 punti vendita nelle città di Bologna e Reggio Emilia a Bologna sono stati rilevati comportamenti illegali in 7 punti vendita su un campione di 47, una percentuale del 14,9%, che registra un incremento del 4,8% rispetto ai dati di tre anni fa; a Reggio Emilia 8 negozianti su 23 hanno venduto software copiato illegalmente, con una percentuale del 34,8%. Le verifiche dei mistery shopper partono dalle segnalazioni di numerosi consumatori, che rilevano le marcate differenze tra i prezzi di vendita praticati dai rivenditori per gli stessi prodotti. Le indagini hanno evidenziato che viene venduto al consumatore software riprodotto illegalmente a prezzo inferiore a quello di listino, o talvolta addirittura gratis, spacciandolo per una forma di sconto sullacquisto dellhardware, a dispetto della legge 248/00 sulla tutela del diritto dautore. Questo fenomeno ha una portata ben più ampia dei semplici comportamenti adottati dai singoli rivenditori. Da un recente studio di PriceWaterHouseCoopers risulta infatti che la pirateria informatica ha impedito la creazione di oltre 200.000 posti di lavoro in Europa, di cui 37.000 solo in Italia. I crimini connessi alla proprietà intellettuale, come la pirateria e la contraffazione, ossia la copia integrale del prodotto in tutte le sue componenti, rappresentano, dunque, un problema grave e crescente, che dovrebbe far breccia nel comune sentire nazionale. Come sottolinea lultimo Global Software Piracy Study nel 2000 la pirateria ha arrecato alle aziende informatiche europee danni per 3,4 miliardi di dollari. In Europa la pirateria informatica ha raggiunto nel 2000 la soglia del 34%, mentre a livello mondiale un terzo del software impiegato in azienda è illegale. In Italia il tasso globale di pirateria si è attestato al 46%, con una crescita del 2% rispetto al dato rilevato lo scorso anno. Le perdite economiche sono stimate in 900 miliardi di lire circa. A dispetto di questi dati, in Italia la città di Ferrara ha un primato davvero confortante quello della signora Rita Malpezzi, che appena scoperto daver ricevuto dal proprio rivenditore un software illegale a fronte di un acquisto di hardware ha portato questultimo in giudizio senza esitazione. Al riguardo la signora Malpezzi è stata esplicita sui principi ispiratori del suo comportamento Come potrei insegnare educazione civica ai miei alunni, se io stessa, calpestando un diritto altrui, avessi accettato una simile offerta?. Perciò non ho potuto fare a meno, prosegue la signora Malpezzi, di informare le Autorità su quanto mi era accaduto; se non lo avessi fatto avrei contribuito allennesima frode commerciale, a danno degli utenti e del mercato. Quello della signora Malpezzi, commenta Maria Paola Germano, è un episodio molto importante, che lascia presagire segnali positivi, di cui possiamo rallegrarci i cittadini cominciano a concepire la legalità come un valore da tutelare e non più solo come un costo da evitare. Lattività anti pirateria di Microsoft proseguirà, avvalendosi della collaborazione delle Istituzioni e di Bsa (Business Software Alliance), per contrastare il fenomeno e sviluppare una sensibilità maggiore nella difesa della proprietà intellettuale.

Autore: ITespresso
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