I paesi poveri del mondo avranno il proprio motore di ricerca.

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Un articolo apparso su BBC News Online, riporta la notizia secondo la quale gli abitanti delle regioni più povere potrebbero avere presto un modo nuovo ed economico di accedere alle informazioni su internet.

Alcuni ricercatori del Massachusetts Institute of Technology (MIT) di Boston stanno sviluppando un motore di ricerca destinato ad utenti che dispongono solo di connessioni lente alla rete. Il softare consentirebbe all’utente di inviare via email una richiesta di recupero informazioni. Il programma eseguirebbe una ricerca in rete, sceglierebbe le pagine più consone e le rispedirebbe al mittente, in formato compresso, il giorno seguente. Le richieste verrebbero inviate ai computer del MIT, che si occuperebbero delle ricerche delle pagine web. Per evitare un eccesso di informazioni, il software si occuperebbe di filtrare i risultati, che poi sarebbero rispediti al richiedente, per essere infine salvati sulla cache internet della macchina. «Stiamo sempre più creando un information divide nel mondo: questo software può servire a ridurlo» asserisce il professor Saman Amarasinghe del Laboratorio per le Scienze Informatiche del MIT. Il concetto alla base del motore di ricerca è che gli abitanti dei paesi più poveri mancano di mezzi economici ma sono ricchi di tempo, mentre le popolazioni occidentali sono ricche di denaro ma difetta loro il tempo. Attualmente, dicono i ricercatori, le tecnologie del web come i motori di ricerca sono focalizzate su bisogni di tipo occidentale: tipicamente chi naviga vuole trovare le informazioni nel giro di pochi secondi e non è disposto ad aspettare. Per ora il programma è alla fase iniziale e un numero limitato di persone lo ha sperimentato. Ma i ricercatori sperano di avere una prima versione beta entro tre o quattro mesi. Una volta corretti i difetti e le vulnerabilità, intendono rendere il software disponibile gratuitamente per chiunque, anche se realizzano che sarà troppo voluminoso da scaricare per chi dispone di connessione lenta. Hanno quindi pensato di inviare alle biblioteche il programma su CD, che possano essere presi in prestito e utilizzati per l’installazione sulle macchine dei singoli utenti.

Autore: ITespresso
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