I peggiori Ceo del 2012

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Mark Zuckerberg (Ceo di Facebook) in Russia

La blacklist di Finkelstein potrebbe servire da lezione agli attuali CEO, per non commettere gli stessi errori nel 2013. La lista dei Ceo che devono ancora dimostrare le credenzialità di manager

Sydney Finkelstein, docente di Management alla Tuck School of Business del Dartmouth College, autore del libro Why Smart Executives Fail (Perchè anche i dirigenti brillanti falliscono), ha stilato la classifica dei peggiori amministratori delegati del 2012. Lo studio esamina i passi falsi dei Ceo e ne identifica le similitudini. In questa hit parade, una menzione speciale è attribuita a Mark Zuckerberg. Il Ceo di Facebook non rientra nella lista dei peggiori AD, ma rischia, se continua a dimostrarsi così immaturo, e a portare felpe col cappuccio e bere alcolici durante meeting ufficiali. La blacklistdi Finkelstein potrebbe servire da lezione agli attuali CEO, per non commettere gli stessi errori nel 2013. Secondo Finkelstein, i CEO inclusi nella lista di quest’anno avrebbero commesso gli stessi tre errori fondamentali. Errori che riguardano l’incapacittà di adattare i business a un scenario IT che cambia rapidamente, ma anche l’incapacità di separare pubblico e privato: “Il primo problema è che molti di loro non sono stati in grado di adattarsi a circostanze aziendali in continua evoluzione“, commenta il docente della Tuck. “Brian Dunn di Best Buy per esempio, è stato il primo nome che ho messo sulla mia lista. Dunn ha scelto per l’azienda una strategia di up-selling e cross-selling, invece di migliorare il servizio clienti e l’offerta online. Nel frattempo Amazon ha recuperato la quota di mercato “, conclude Finkelstein. Problemi simili hanno afflitto Andrea Jung, alla testa di Avon e Rodrigo Rato, ex amministratore delegato di Bankia, entrambi non hanno saputo adattarsi in tempo ai cambiamenti della situazione economica nei loro rispettivi mercati.

Mark Pincus, CEO di Zynga, che realizza giochi per Facebook, ha invece rivelato che cosa pensasse dei potenziali clienti della sua azienda solo una volta vendute 16 milioni di azioni personali. La menzione d’onore va a Mark Zuckerberg, che indossa felpe col cappuccio e beve birra durante riunioni di lavoro, anche quando il contesto richiede una certa serietà. Secondo Finkelstein, Zuckerberg deve ancora dimostrare le sue credenziali di manager. L’ultimo fattore di debolezza individuato nella blacklist è l’eccesso di fiducia nelle proprie capacità. “L’eccesso di self-confidence riduce l’efficacia dei leader“, conclude Finkelstein. “Tutti i CEO della mia lista di quest’anno sono deboli sotto questo punto di vista“.

Mark Zuckerberg (Ceo di Facebook) in Russia
Mark Zuckerberg (Ceo di Facebook) in Russia 

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