I perchè di Yahoo!

Aziende

Microsoft ha lanciato un ultimatum di tre settimane a Yahoo! per stringere i tempi sull’acquisizione, altrimenti abbasserà l’offerta e avvierà la battaglia delle deleghe. Ma Yahoo! ha ribadito il secondo gran rifiuto a Microsoft e cerca Aol. Yahoo! ha aggiunto che non è contraria a una fusione in generale, bensì il prezzo non è giusto: 31 dollari per azione non sarebbero sufficienti.

Ma è solo una questione di prezzo? Yahoo! nel frattempo svela una novità a settimana come non succedeva da anni. E Microsoft , in attesa della Proxy battle, intensifica i rapporti con News Corp per un’offerta congiunta: Yahoo! acconsentirebbe alle nozze con Microsoft e News Corp, in cambio di MySpace? Ammettiamolo: il triangolo, no, non l’avevamo proprio considerato

Dopo l’ultimatum e le trattative semi-segrete, Microsoft e Yahoo! stanno di nuovo sparigliando le carte in tavola. Microsoft ha calato l’asso nella manica e fa prove di dialogo con News corp di Rupert Murdoch, che in un primo tempo si era rifiutata di contrapporsi al colosso del software, ma ora potrebbe addirittura aiutare il matrimonio hi-tech del secolo: Yahoo!, infatti, in cambio del sì a Microsoft, potrebbe ottenere MySpace, quel social networking che da tempo corteggia e che manca al suo arsenale. Attraverso un eventuale accordo con News Corp, Yahoo! verrebbe forse rivalutata come ha sempre chiesto fin dal lancio dell’Opa, lo scorso primo febbraio. Yahoo! però non si è lasciata sorprendere dall’asso di Microsoft, bensì ha ventilato un jolly: ha intensificato le trattative con Time Warner per aggiudicarsi Aol, che ormai da provider si è trasformata in società di advertising online e Internet company a tutto tondo (Aol ha anche acquisito Bebo).

Quando il primo febbraio scrivemmo che Microsoft aveva lanciato un’Opa, la più grande della storia hi-tech, anticipammo che non si sarebbe conclusa in poche ore. E che sarebbe stata una storia lunga e complessa.

Yahoo! acquisita da Microsoft è innanzitutto uno scontro tra due mondi: fra la filosofia della Silicon Valley e la filosofia più pragmatica di Redmond; lo

scontro fra il software libero e open source, usato in Yahoo!, e il software proprietario di Microsoft; infine lo scontro fra chi teme un nuovo monopolio di Microsoft anche nella ricerca online (Google) e chi invece cerca solo come battere la locomotiva Google

, che su Internet sembra imbattibile (Microsoft).

Però Yahoo! afferma di aver rifiutato per la seconda volta l’offerta di Microsoft non per ragioni “ideologiche”, ma solo per una banale questione di prezzo: 34-35 dollari per azione forse avrebbero maggior appeal di 31 dollari per azione. Microsoft ha più volte ribadito di non volere alzare l’offerta, ma se mai di ridurla e di voler rivolgersi direttamente agli azionisti con una battaglia delle deleghe, da scatenare finito l’ultimatum di 3 settimane (Proxy campaign).

Recentemente anche Alibaba, proprietà di Yahoo! in Cina, ha citato una legge Antitrust cinese, in vigore dal primo agosto, che potrebbe mettere i bastoni fra le ruote all’acquisizione.

La battaglia insomma è ancora aperta: alla scadenza dell’ultimatum, Microsoft ha minacciato di rivolgersi direttamente davanti agli azionisti di Yahoo, e anche dare il via alla battaglia (detta proxy campaign) delle deleghe per eleggere una lista alternativa di direttori.

Ma se ora entra in campo pure rupert Murdoch, portando in dote MySpace, e Aol finisce nel paniere di Yahoo!, il gioco si fa veramente duro. Soprattutto per Google: Microsoft + Yahoo! + MySpace (di News Corp) + Aol + Bebo sarebbe veramente un colosso Internet dalle grandi potenzialità.

Autore: ITespresso
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