I perchè di Yahoo!

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Accordo Microsoft - Yahoo!

Microsoft ha lanciato un ultimatum a Yahoo! per stringere i tempi sull’acquisizione, altrimenti abbasserà l’offerta e avvierà la battaglia delle deleghe. Ma Yahoo! ha ribadito il secondo gran rifiuto a Microsoft e cerca Aol. Yahoo! non è contraria alla fusione in assoluto, ma sostiene che il valore per azione non è adeguato: 31 dollari non sarebbero sufficienti.

Ma è solo una questione di prezzo? Yahoo! nel frattempo presenta una novità alla settimana, come non succedeva da anni. E Microsoft , in attesa della Proxy battle, dopo aver intensificato i rapporti con News Corp p er un’offerta congiunta, a distanza di pochi giorni fa tramontare anche questa ipotesi. I giochi non sono ancora fatti.

Dopo l’ultimatum e le trattative semi-segrete, Microsoft e Yahoo! sparigliano di nuovo le carte in tavola. Microsoft, dopo aver calato l’asso nella manica con prove di dialogo con News corp di Rupert Murdoch, pare di nuovo voler correre da sola. Yahoo! ha intensificato le trattative con Time Warner per aggiudicarsi Aol, che ormai da provider si è trasformata in società di advertising online e Internet company a tutto tondo (Aol ha anche acquisito Bebo).

Quando il primo febbraio scrivemmo che Microsoft aveva lanciato un’Opa, la più grande della storia hi-tech, anticipammo che non si sarebbe conclusa in poche ore. E che sarebbe stata una storia lunga e complessa.

Yahoo! acquisita da Microsoft è innanzitutto uno scontro tra due mondi: fra la filosofia della Silicon Valley e la filosofia più pragmatica di Redmond; lo

scontro fra il software libero e open source, usato in Yahoo!, e il software proprietario di Microsoft; infine lo scontro fra chi teme un nuovo monopolio di Microsoft anche nella ricerca online (Google) e chi invece cerca solo come battere la locomotiva Google

, che su Internet sembra imbattibile (Microsoft).

Però Yahoo! afferma di aver rifiutato per la seconda volta l’offerta di Microsoft non per ragioni “ideologiche”, ma solo per una banale questione di prezzo: 34-35 dollari per azione forse avrebbero maggior appeal di 31 dollari per azione. Microsoft ha più volte ribadito di non volere alzare l’offerta, ma se mai di ridurla e di voler rivolgersi direttamente agli azionisti con una battaglia delle deleghe, da scatenare finito l’ultimatum (Proxy campaign).

Recentemente anche Alibaba, proprietà di Yahoo! in Cina, ha citato una legge Antitrust cinese, in vigore dal primo agosto, che potrebbe mettere i bastoni fra le ruote all’acquisizione.

La battaglia insomma è ancora aperta: alla scadenza dell’ultimatum, Microsoft ha minacciato di rivolgersi direttamente davanti agli azionisti di Yahoo!, e anche dare il via alla battaglia (detta proxy campaign) delle deleghe per eleggere una lista alternativa di direttori.

Il gioco si fa veramente duro.

Autore: ITespresso
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