I primi numeri della Pec di Brunetta

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La PEC entro il 30 giugno per ditte individuali

In Italia c’è voglia di e-government e PA digitale: lo dimostrano i numeri delle richieste della Pec. A regime il sito attiverà 40mila pratiche al giorno

Nonostante gli intoppi della prima ora (forse dovuti all’assalto alla raccomandata elettronica), la Posta elettronica certificata (Pec) è in grande spolvero. La Pec è il primo tassello della PA Digitale (de-materializzata) e promette di ridurre code agli sportelli e tagliare carta e sprechi. Confindustria afferma: “La Posta elettronica certificata e’ un buon segnale per il Paese, nella direzione di un cambiamento di passo, in quanto destinato ad accelerare l’evoluzione dei processi e delle procedure burocratiche verso una dimensione piu’ snella, moderna ed efficiente”, aggiungendo che si può fare di più: “Tuttavia, occorrera’ facilitare ulteriormente il processo di attivazione della Posta Certificata in quanto oggi e’ ancora necessario, dopo la registrazione su web, recarsi fisicamente negli uffici postali per completare il processo di assegnazione dell’indirizzo”.

Ecco i primi numeri di quello che sembra configurarsi come un “boom di Pec“: sono 15mila i cittadini che sono stati in grado di attivare le procedure di registrazione; altri 50mila erano in attesa di avviare la richiesta. Il sito è funzionato a singhiozzo per le eccessive richieste.

Ricordiamo che hanno diritto alla Pec gratuita 50 milioni di italiani: i maggiorenni con codice fiscale. Dopo aver attivato la procedura otterranno un’e-mail (una posta elettronica certificata, equivalente della “raccomandata elettronica”) per mettersi in contatto con qualunque ufficio della Pubblica amministrazione (PA).

Infine, secondoDigitPa, nell’Indice delle Pubbliche Amministrazioni sono solo 23 su 148 le Aziende Sanitarie Locali (Asl) che hanno pubblicato una o più PEC nel proprio sito istituzionale

Il ministro Renato Brunetta ha ammesso di “aver sottovalutato l’impatto”: ma a regime il sito dedicato sarà in grado di gestire 40mila pratiche al giorno. Insomma, nell’aria c’è voglia di e-government e PA digitale.

Autore: ITespresso
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