I primi vent’anni del Web

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Tim Berners-Lee: il Web compie vent'anni

Il Web compie vent’anni. Com’è nato, la prima pagina sviluppata da Tim Berners-Lee e le potenzialità di sviluppo dell’Open Web

Il 30 aprile 1993 il Cern di Ginevra apriva il World Wide Web (www) a tutti, rendendo il codice sorgente del Web di pubblico dominio. La creatura di Sir Tim Berners-Lee, da strumento per ricercatori e scienziati, diventava pubblico. Per festeggiare i vent’anni del Web, il Cern ha rilasciato Restoring the first website per  ripristinare hardware e software usati a quell’epoca per mostrare il dominio su cui era in origine ospitata la prima pagina di un sito Web. Lo riporta The Verge. Il Cern, il Centro di ricerca di Ginevra, è lo stesso istituto dove si è cercato il Bosone di Higgs, la cosiddetta “particella di Dio”, grazie agli esperimenti con l’acceleratore LHC.

Berners-Lee aveva ipotizzato già nel 1989 una rete di documenti ipertestuali visualizzabili tramite un browser, ma, grazie alla collaborazione con Robert Calliau (a cuiè attribuito il primo logo del WWW), realizzò il primo sito, contenente informazioni sullo svilupp del Web, tra il 1990 e il 1991. Il Web metteva insieme il concetto di ipertesto, personal computer, per connetersi alla rete basata sul protocollo internet.

La prima pagina Web creata vent'anni fa
La prima pagina Web creata vent’anni fa

Lo scorso settembre Tim Berners-Lee, padre del World Wide Web, ha svelato The Web Index,  un nuovo studio globale sugli effetti del World Wide Web sui paesi a livello globale. Il Web Index, supportato ance da Google, è stato pubblicato dalla World Wide Web Foundation, presentato in un evento a Londra. L’indice classifica e dà punteggi a 61 paesi nel mondo inrelazione a quanto efficacemente essi utilizzano internet. Il Web index esamina obiettivi, contenuti, infrastrutture, oltre all’impatto sociale, economico e politico di internet su un singolo Paese. Il tema del divario digitale e dell’e-inclusion è il fil rouge di questa classifica: “Ho trascorso la maggior parte della mia vita con geeks cercando di potenziare il web. Poi ho capito che, metre cerchiamo di rendere il web più potente, solo il 20% del mondo lo sta usando” ha commentato Berners-Lee. “Il Web Index permette ad ogni paese di capire di che cosa ha bisogno per connettere ad Internet le persone ed aiuterà i Paesi a comprendere quali passi futuri compiere“. Nella prima edizione annuale la Svezia, regina della banda larga in Europa, domina la classifica, seguita da USA e UK al secondo e terzo posto, rispettivamente. Ma la Gran Bretagna, con l’85% della popolazione online, deve fare di più per connettere più cittadini. Al quarto posto si piazza il Canada mentre la Finlandia chiude la top five del Web Index. E l’Italia? È 23esima su 61 paesi elencati: non fanalino di coda (come Burkina Faso, Zimbawe e Yemen), ma nella prima metà della classifica. L’Italia, che segue il Messico e il Qatar, ma precede un BRIC come il Brasile, conquista 56.45 punti di Web Index, con 48.6 punti di impatto, con 42.39 punti di impatto economico, 47.33 di impatto politico, 53.08 di impatto sociale, 67.22 di prontezza e 70.76 di infrastrutture della comunicazione. Tuttavia su base regionale (Europa e non solo), l’Italia è nella parte bassa della classifica: solo dodicesima su 15. L’Italia è preceduta da Svezia, UK, Finlandia, Svizzera, Norvegia, Irlanda, Islanda, Francia, Gemania, Portogallo e Francia. Peggio di noi, in quest’area geografica, solo Polonia, Turchia, Federazione russa.

Il Cern ha promesso di trasformare info.CERN.ch in un archivio storico per le future generazioni.

Il futuro del Web è mobile, grazie al sorpasso dei dispositivi Mobile sul Pc. L’altro giorno anche gli smartphone, in grado di navigare sul Web, hanno messo la freccia sui cellulari. Se qualcuno temeva che Facebook, i social network e i Walled Garden (i “giardini recintati” come App Store e Google Play) potessero mandare il Web in soffitta, si può tranquillizzare. Il World Wide Web mantiene la propria centralità, nonostante il grande successo dei Social media, e si rinnova, anche grazie al Mobile e alle continue novità sfornate, come il successo degli Open Data: “Ormai tutto il mondo è online e i governi devono utilizzare il web come supporto perché aumenta l‘efficienza e l’accessibilità ai dati, le persone che votano devono essere informate” affermava un anno fa Tim Berners-Lee. L’invito del fisico del Cern è di abbattere il Digital Divide: “Bisogna lavorare per ridurre il divario digitale tra chi lo usa o chi no, cercando di non lasciare indietro nessuno, nemmeno gli anziani“.

Tim Berners-Lee: il Web compie vent'anni
Tim Berners-Lee: il Web compie vent’anni
Autore: ITespresso
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