I rivali di Msn Music scaldano i muscoli

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Apple e gli altri rivali vanno al contrattacco. La stagione delle note online si preannuncia vivace e ricca di sorprese, anche nel mondo open source

Msn music store è solo da pochi giorni una piattaforma in versione beta con mezzo milione di brani musicali destinati a raddoppiare per ottobre, ma il suo lancio ha già smosso le acque del fluido mercato della musica online. Una delle più recenti voci, non confermate, riguarderebbe un’offerta di Apple a Sony per un accordo su iTunes, il cui dominio è ancora incontrastato con oltre 100 milioni di pezzi venduti in poco più di un anno. Pur non avendo avuto successo, gli accordi e le strategie, comunque vadano a finire, saranno nei prossimi mesi il cavallo di troia per mantenere o conquistare nuovi primati in un mercato così affollato. Apple ha già in tasca un accordo importante con Hp, il cui iPod mutuato da Apple è uno dei più attesi player. Sony, del resto, non è rimasta alla finestra a osservare: Sony Connect, l’archivio di musica online della società, prevede in autunno l’arrivo di un walkman dal prezzo e dalla capienza competitivi. Napster, resuscitata da Roxio che ne ha mutuato il nome, ha recentemente mostrato al mondo una preview del suo nuovo servizio Napster To Go, una sorta di abbonamento flat in arrivo per la prossima primavera. RealNetworks inoltre, proprio nei mesi scorsi, aveva suscitato le ire di Apple presentando Harmony, un software che a dispetto del nome aveva creato grossi dissapori nell’azienda di Cupertino. Anche il mondo open source infine sta studiando le mosse migliori per non rimanere nell’angolo, schiacciato dai colossi del settore: VeXp 3.0, il player multimediale open source, a cui ha contribuito anche Via Technologies, funziona su Redhat dalla 7.3 in poi, su Mandrake 9.2 e Suse 8.1 e altre distribuzioni. A complicare ulteriormente il panorama, ma questa volta sul fronte dell’illegalità, sono infine giunti i discount musicali online russi come Allofmp3.com, che offrono musica a prezzi stracciati, ma non risultano legali salvo loro dichiarazioni contrarie. Tutto ciò accade mentre nel frattempo il mercato della musica online legale continua a soffrire l’ingombrante presenza del P2p: il file sharing ha infatti ancora oggi numeri da capogiro, di poco scalfiti dai juke box commerciali ufficiali, secondo le stime di Comscore Media Metrix. E la recente sentenza americana che ha assolto Grokster e Morpheus ha dato nuovo respiro al P2p.

Autore: ITespresso
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