I soldi per la banda larga a inizio 2010

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Il ministro dello Sviluppo Economico, Claudio Scajola, promette un percorso graduale per azzerare il Digital Divide. Sarà la volta buona?

I fondi per la banda larga, congelati nel 2009, promessi dal ministro Brunetta per fine anno, non sono entrati nella Finanziaria. Ma il ministro dello Sviluppo Economico, Claudio Scajola, assicura che i fondi ci saranno per inizio 2010. Il ministro, parlando a margine di un convegno, promette un “percorso graduale” per azzerare il Digital Divide.

“Faremo un percorso graduale, per non accantonare risorse che adesso non possiamo destinare” ha spiegato Scajola.

“Dobbiamo impegnarci per stanziamenti pubblici che per la banda larga, perchè crediamo che il mercato continuerà a costruire reti efficienti, ma solo dove l’investimento è remunerativo. Dove non lo è“, ha sottolineato il ministro, “deve essere aiutato dall’intervento pubblic o”.

Sarà la volta buona? La domnanda è d’obbligo visto che il ministro Scajola li promise per fine 2009 , e sappiamo tutti come è andata a finire la promessa: slittatata sine die.

Ricordiamo che l’apartheid digitale riguarda 12 italiani su 100, pari a circa 7 milioni di cittadini. AgCom, Confindustria, Iab Italia, Fimi, mondo hi-tech, blogosfera e singole personalità politiche hanno tuonato contro l’improvviso congelamento degli 800 milioni di euro (parte del piano Romani da 1,47 miliardi di euro) per colmare il divario digitale in Italia e portare la banda larga a tutti i cittadini, in vista di E-gov 2012.

Anche Eurostat l’altro ieri ha bocciato la banda larga all’italiana, indietro rispetto al resto della Ue. Negli Usa Federal Communications Commission (Fcc) ha spiegato la correlazione fra Pil e banda larga : una crescita del 10% della disponibilità della banda larga significa un rialzo del Pil da 1.2 a 1.5 punti.

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gni euro investito in progetti di banda larga, genera 4 euro di Pil (fonte: Ocse). Il Piano Romani porterebbe lavoro a 4mila ingegneri, 11mila tecnici, 13mila operai specializzati, 15mila operai comuni e 6mila impiegati. La riforma Brunetta della Pa digitale può generare risparmi per 5 miliardi di euro alle Pmi.

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Autore: ITespresso
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