Identikit del vacanziere online

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Le vacanze online di Booking ed Expedia nel mirino dell'Antitrust

L’indagine, realizzata da Netcomm e ContactLab svela un utente che è diventato agente di viaggio di se stesso. In chiave anche di info-commerce

Oggi l’utente è diventato agente di viaggio di se stesso e acquista online non guardando solo al prezzo, ma cerca diverse informazioni per costruirsi da solo la sua vacanza, organizzandola in tutte le sue parti ancora prima di partire (non solo il viaggio, ma la scelta dei ristoranti, delle escursioni da fare in loco, persino l’acquisto dei biglietti dei musei), e che non esaurisce la sua esperienza di viaggio una volta tornato a casa, ma usa ilo web per condividere la sua vacanza pubblicando foto e recensioni. È questo il ritratto del ‘vacanziere online’ che emerge dal ‘Consumer Behaviour Report 2010: web, viaggi e vacanze’, una ricerca sui comportamenti degli utenti rispetto al settore del turismo online realizzata in collaborazione da Netcomm, Consorzio italiano del Commercio Elettronico, e ContactLab, specializzata nel direct marketing digitale.

La ricerca che ha coinvolto 12 tra i più importanti Merchant del settore. “L’indagine ‘Consumer Behaviour Report 2010: web, viaggi e vacanze’ – commenta Roberto Liscia, Presidente di Netcomm – si distingue in primo luogo per la consistenza del panel di rispondenti. Oltre 24.000 consumatori via web hanno in pochi giorni rivelato le loro abitudini su viaggi e vacanze. Un dato questo eccezionale, ma che bene si sposa con le dimensioni del settore del turismo online, che pesa per il 51% sul totale dell’ecommerce. Si stima che a fine 2010, secondo l’Osservatorio Netcomm – Politecnico di Milano, il fatturato del comparto turismo online aumenterà del 19% rispetto al 2009 (anno in cui si era registrata una flessione del 7%). Oltre all’acquisto osserviamo però una tendenza sempre più marcata alla condivisione delle proprie esperienze. La vacanza in primis viene decisa, costruita, organizzata online e, sempre sulla rete, viene poi raccontata ad amici e conoscenti con commenti ed immagini. Tutti i siti in cui le persone entrano per informarsi e recensire i loro viaggi consentono una dimestichezza tale da superare il divario tecnologico e quindi anche la sfiducia nel mezzo. Il caso del Turismo è emblematico perché dimostra come la ricerca di informazioni legate al viaggio costituisca un vero e proprio “grimaldello” nella consuetudine al web e quindi agli acquisti online.” – continua Liscia.

Autore: ITespresso
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