IAB Forum 2011 fa il punto sulla privacy in Rete in Italia

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Carlo Noseda è il nuovo Presidente di IAB Italia

Allo IAB Forum si è parlato di privacy in Italia nell’era di Facebook e dello stato dell’advertising online, prossimo al sorpasso sulla carta per volume di inserzioni. Al via il progetto “Milano tutta WiFi”

A IAB Forum è stata presentata oggi a Milano l’analisi intitolata “Privacy&Permission Marketing Online Report 2011”. La ricerca si domanda che conoscenza abbiano gli utenti degli strumenti del web e se e come cambia la percezione del rischio per chi ha consapevolezza dell’online.
Lo studio è targato MagNews Diennea nell’ambito di una ricerca condotta con Human HighWay su un campione online di 1018 italiani, con età compresa fra i 18 e i 64 anni.

Gli indervistati padroneggiano il concetto di profilazione offerte dalla rete come cookie, indirizzi IP o Google Dashboard. Il 63,3% degli intervistati è consapevole del fatto che il Web può essere in grado di rintracciare il link su cui si ha cliccato per arrivare su un determinato sito, il 62% sa che la Rete può sapere il paese in cui ci si trova o ancora il 59,7% sa che viene riconosciuto browser utilizzato. Tuttavia, in generale, gli utenti sembrano dividersi in tre principali gruppi: quelli “evoluti”, pari al 22%; ha una conoscenza media il 42%; gli utenti base con una scarsa conoscenza, sono pari al 37%.

I più evoluti sono più uomini che donne, e dai 35 ai 44 anni. Dopo i 45 anni sale la concentrazione di utenti medi (tra i 45 e i 54 anni) e utenti base (over 54). Gli evoluti sono i più preoccupati per la propria privacy, rispetto ai meno esperti, su aspetti come geolocalizzazione, uso del cellulare, ricerche e navigazione sul Web. Consci del rischio tracciamento, pertanto cercano di proteggersi maggiormente tramite anche piccoli accorgimenti. Allo stesso tempo, però, analizzati i pro e contro, non sono disposti a rinunciare alle opportunità che la Rete fornisce.

Dopotutto, la cessione di informazioni riguardanti la persona e le finalità del loro trattamento sono e devono essere una scelta individuale consapevole – conclude Maurizio Fionda, Amministratore Delegato  di Diennea MagNews. – Internet ha dato ancora più potere di scambio al consumatore. Se questi non ne è consapevole può finire per essere oggetto di una sorta di prevaricazione a cui le imprese sono naturalmente portate. Ma se diventa consapevole ecco che entra in possesso di una formidabile  moneta di scambio con la quale ottenere molto più di ciò che concede. Tutte le informazioni hanno un valore economico e non a caso da qualche anno si inizia a parlare proprio di economia delle informazioni personali o economia della privacy. In questo si esplica l’incredibile forza della digitalizzazione. Le aziende devono essere disposte alla negoziazione e al compromesso perché l’online è uno spazio di tutti, una sorta di agorà in cui tutti hanno la parola e l’unico modo per ascoltarla è essere disposti a interagire non più in modo unidirezionale, come abituati da sempre, ma in logica bidirezionale. È una responsabilità imposta dalla digitalizzazione che non tutte le aziende stanno cogliendo.  Solo quelle che sanno ascoltare, che hanno algoritmi efficienti e in grado di personalizzare le risposte e i servizi che i loro clienti chiedono vincono la competizione.

Il 42% ritiene che la privacy sia ormai difficilmente difendibile, sul web come nella vita reale. Se anche sapesse dei cookie, il 33% continuerebbe a comportarsi nello stesso modo. Per il 39% le informazioni lasciate sul web e adoperate a fini di marketing rappresentano la fisiologica evoluzione della pubblicità, mentre il 25% apprezza la comodità di avere contenuti e advertising mirato e su misura. Il 28%, infine, guarda oltre: non avendo nulla da nascondere, non ha nulla di cui avere paura.

Infine, IAB Forum ha offerto i numeri dell’advertising online. Dopo il sorpasso avvenuto negli Stati Uniti, anche inItalia la Rete avanza per volume di investimenti pubblicitari: davanti alla carta, dietro solo alla Tv. A Iab Forum è protagonista il mercato a doppia cifra dell’advertising online: ”Oggi – afferma Salvatore Ippolito, presidente vicario dell’associazione IAB Italiail mercato pubblicitario sul web rappresenta il 14% del totale. Nel 2006 era appena il 4%”. A fine anno gli investimenti ammonteranno 1,2 miliardi di euro, con un balzo a doppia cifra del 15% rispetto all’anno scorso. Mentre assistiamo alla flessione degli investimenti sul cartaceo, in discesa di oltre un quarto nell’ultimo quinquennio, Internet è un’ancora di salvezza: gli investimenti in pubblicità calano del 3%, invece il Web fa da traino all’economia italiana. La fase crescente dell’advertising online fa da contraltare al declino di tutti gli altri mezzi pubblicitari.

Infine Davide Corritore, direttore generale del Comune di Milano e mente della campagna elettorale d Giuliano Pisapia, ha promesso una “Milano tutta WiFi” grazie a un progetto da definire entro fine anno. Potrebbero trasformarsi in hotspot WiFi i seguenti punti: 2500 pensiline Atm, 91.000 pali elettrici, 21.000 semafori e 750 edifici nell’intera area urbana.

Iab Forum 2011
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Autore: ITespresso
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