Iab invita al dialogo per fissare le regole per Internet

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Layla Pavone, Presidente dell’associazione Iab Italia, interviene sul dibattito di questi giorni relativo alle nuove regole per Internet. Iab propone un tavolo di discussione per collaborare con le istituzioni. L’Istituto per le politiche dell’innovazione di Guido Scorza, lancia un sit-in per la Libera Rete

IAB Italia, Associazione che riunisce oltre 120 aziende del settore dei new media, ha seguito il dibattito di questi giorni in merito alle nuove regole proposte per Internet dal Governo Italiano.

Internet è uno strumento dalle potenzialità enormi non da demonizzare ma da utilizzare al meglio, espressione di democrazia e partecipazione, un mezzo che ha determinato un’evoluzione culturale e organizzativa nella società. Siamo lieti che le istituzioni italiane e il mondo della politica prestino attenzione alla rete e al suo ruolo nel contesto sociale. Auspichiamo che questo interesse non influisca negativamente sull’evoluzione della rete, ma, anzi, contribuisca a stimolarla, poiché essa è una leva ormai irrinunciabile per lo sviluppo di un paese che voglia essere competitivo e democratico“, ha commentato Layla Pavone, Presidente di IAB Italia.

L’Associazione apprezza lo spirito di collaborazione e accoglie l’apertura al dialog o dimostrata nelle ultime ore dal Ministro dell’Interno, Roberto Maroni.

IAB si augura l’avvio di un dialogo tra tutte le parti e si dichiara disponibile a creare un tavolo di discussione per collaborare con le istituzioni italiane alla definizione di regole condivise, in grado di rispondere alle varie esigenze.

Anche se il Presidente del Senato Renato Schifani ha definito poche ore fa Facebook “più pericoloso dei gruppi extraparlamentari degli anni 70“, il Ministro dell’Interno Maroni ha fatto una parziale marcia indietro sulla paventata stretta sul Web, rinviando il Disegno di Legge.

Facebook ha giàrimosso tutti i “contenuti minacciosi” dalle sue pagine, e così Google.

L’AD di Telecom Italia, Franco Bernabè, ha spiegato che limitare Internet sarebbe una “contraddizione in termini”: “È un’operazione destinata a durare pochissimo nel tempo. Internet è il regno della libertà e non della costrizione“. Anche l’onorevole Pier Ferdinando Casini si è espresso contro facili censure, sull’onda dell’emotività.

L’Avvenireha aggiunto che basta il codice penale, per regolamentare, senza adottare la censura. Anche il Presidente della Camera, Gianfranco

Fini, chiede moderazione: “Non credo ci sia necessità di norme aggiuntive, ma solo dell’applicazione di quelle che ci sono“.

Infine l’Istituto per le politiche dell’innovazione di Guido Scorza, lancia un sit-in per la Libera Rete in Libero Stato : il 23 dicembre a Roma.

Autore: ITespresso
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