IBM basta la parola

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Nuovi prodotti da IBM nel settore del riconoscimento vocale

IBM vuole posizionare i suoi prodotti per il riconoscimento vocale tra medici e avvocati. Un pizzico di buon senso, supportato certamente da una costosa ricerca di mercato, ha permesso ad IBM di individuare questi due settore come i più interessati ad un prodotto per la dettatura automatica, anche se questo significherà rinunciare alla presenza in ufficio di dattilografe e segretarie. Per questi due settori IBM ha preparato dizionari appositi, contenenti i termini specifici delle professioni. Ma IBM ha fatto ancora di più, ha trasformato il suo prodotto ViaVoice in un modulo software per i suoi server WebSphere. Grazie a questa integrazione il sistema di riconoscimento vocale è utilizzabile da qualsiasi punto della rete, dando effettivamente un accesso facilitato al software di riconoscimento vocale a chiunque ne abbia bisogno. Attualmente i test indicano che il livello di comprensione offerto dalla tecnologia di IBM è pari all85%, ma ciò che non fa la tecnologia lo fa la procedura. Il sistema centralizzato, infatti, dopo aver acquisito il parlato con tutte le incertezze del caso invia attraverso la rete la trascrizione e il file audio del parlato alla persona incaricata di verificarne la correttezza. Questa persona ha quindi un ruolo solo di rettifica e di conferma della trascrizione che le permette una velocità operativa molto alta se paragonata al compito precedente di trascrivere parola per parola il testo. Il prodotto è stato battezzato WebSphere Voice Server. E disponibile con un vocabolario base di 160.000 termini generici e può arrivare a gestire complessivamente da 500.000 a 1 milione di vocaboli, considerando sia quelli inclusi nei dizionari specializzati (medico e legale sono solo due dei dizionari disponibili) sia quelli inseriti dagli utenti.

Autore: ITespresso
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