Ibm e Eth di Zurigo insieme per le nanotecnologie

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Un investimento da 90 milioni di dollari e un nuovo centro dedicato

IBM e l’ETH di Zurigo, prestigiosa università europea attiva nel campo della ricerca scientifica, hanno annunciato la creazione di una partnership nel campo delle nanotecnologie.

Nell’ambito di questa collaborazione sarà realizzato un nuovo laboratorio di nanotecnologia nel campus del centro di Ricerca di Zurigo che si dedicherà ad aree chiave della ricerca nanotecnologica, dalla ricerca esplorativa e di base a progetti applicativi e a breve termine.

In un programma pluriennale da 90 milioni di dollari, i ricercatori e gli ingegneri di IBM e dell’ETH di Zurigo uniranno le loro forze per condurre ricerche sulle nuove strutture e dispositivi su scala atomica e molecolare, per il potenziamento delle tecnologie dell’informazione, e sulla scoperta e comprensione dei relativi fondamenti scientifici – tutto in dimensioni inferiori a 100 nanometri (circa 400 volte più sottili di un capello umano).

Creando questo centro di ricerca comune, IBM amplia il proprio programma di ricerca collaborativa per accelerare la comprensione e l’individuazione delle nanotecnologie e della loro ampia gamma di applicazioni”, spiega John E. Kelly III, senior vice president and director di IBM Research. “Consideriamo questo tipo di collaborazione un modello emergente per future partnership tra il mondo industriale e accademico”.

Il nuovo centro di nanotecnologia occuperà circa 1000 metri quadrati di spazio di camera bianca, dedicato a progetti di ricerca quali materiali a base di carbonio, nanofotonica, spintronica, nanoconduttori e tribologia. Consentirà di condurre ricerche su dispositivi di nuova concezione, basati su materiali di carbonio che sfruttino effetti quantomeccanici per il calcolo e la sensoristica, ed aiuterà a risolvere le sfide future nella nanofabbricazione, grazie a ricerche finalizzate all’autoassemblaggio guidato (/directed self-assembly) /di nanostrutture e materiali funzionali molecolari, e all’integrazione 3D.

Il nuovo centro è un perfetto complemento dell’infrastruttura esistente presso l’ETH di Zurigo”, spiega Ralph Eichler, presidente dell’ETH. “Un aspetto importante del nuovo centro è l’opportunità unica per i nostri scienziati e studenti di portare avanti le loro ricerche in stretta collaborazione con un partner industriale, e ciò rappresenta una risorsa importante nel curriculum didattico e scientifico dell’ETH di Zurigo“.

Questo investimento fa seguito all’impegno triennale da 100 milioni di dollari di IBM, annunciato all’inizio dell’anno, incentrato sulle aree delle nanotecnologie per costruire gli switch del futuro, con ricerche sullo switching su scala atomica e molecolare, l’autoassemblaggio, la spintronica e i nuovi materiali, quali grafene e nanotubi di carbonio.

Il centro di Ricerca di Zurigo è uno dei centri più importanti per le nanotecnologie e vanta una lunga tradizione nella collaborazione scientifica. E’ anche il luogo di nascita della nanotecnologia, a partire dalla creazione del microscopio a scansione a effetto tunnel (STM) presso l’IBM Zurich Research Lab, per il quale Gerd Binnig e Heinrich Rohrer hanno ricevuto il premio Nobel per la fisica nel 1986. Questo strumento ha consentito di guardare per la prima volta il mondo degli atomi. Poco dopo, un ricercatore IBM ha sfruttato questa invenzione diventando la prima persona a manipolare i singoli atomi.

Autore: ITespresso
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