Ibm irrobustisce lo storage e protegge l’Rfid

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Presentati due storage server per le applicazioni in condizioni ambientali
difficili e una soluzione per impedire l’Intercettazione dei dati contenuti
nelle etichette Rfid

Saranno disponibili il prossimo 8 dicembre due nuovi sistemi storage Ibm della linea DS4700 Express, i modelli 70-DC e 72-DC. Sono stati progettati per gli utenti che operano nel settore delle telecomunicazioni e in altri segmenti dove sono richieste particolari doti di robustezza e resistenza. I dua nuovi modelli sono infatti conformi agli standard Network Equipment Building System (Nebs) Level 3 di Etsi (European Telecommunications Standards Institute). Supportano ad esempio una alimentazione Dc a 48 Volt e possono integrarsi con un supporto contenente un filtro ad aria per evitare che particelle dannose penetrino nelle unità. La serie DS4700 Express offre connettività fino a 8 porte con i sistemi host collegati a 4 Gbps e può ospitare fino a 16 dischi all’interno del controller. Per raggiungere maggiori capacità si possono collegare una o più unità di espansione EXP810: ciascuna di esse integra fino a 16 dischi, per un massimo di 112 drive e una capacità fisica di 56 Terabyte Per risolvere invece il pericolo dello sniffing dei dati affidati alle etichette Rfid, la società ha proposto la soluzione Rfid Clipped Tag, grazie alla quale è possibile diminuire drasticamente il raggio di trasmissione dati delle etichette. In pratica, rimangono invariate le peculiarità di gestione logistica ma viene data la possibilità ai consumatori di proteggersi da eventuali azioni di sniffing post-acquisto. Il prototipo messo a punto per il settore abbigliamento, infatti, non supera i 10 x 5 centimetri. Vicino ai bordi mostra delle zone pre-forate che dovrebbero agevolare lo strappo di una porzione di antenna. In questo modo, quindi, la portata del segnale dai consueti 10 metri passa a circa 2 centimetri. Un raggio che obbliga ad una lettura di prossimità e che dovrebbe ridurre di fatto l’operatività dei truffatori. Secondo Ibm, al momento, si tratta della soluzione più sicura e comoda. I ” Blocker Tags” proposti da Rsa Laboratories, infatti, sembrano interferire nelle trasmissioni degli altri tag. L’Epcglobal Gen2, invece, permette la disattivazione dei tag ma solo in maniera definitiva. La grande distribuzione, invece, ha bisogno di una tecnologia che agevoli anche le fasi di restituzione o sostituzione della merce.

Autore: ITespresso
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