Ibm lancia l’allarme contro il cybercrimine

CyberwarSicurezza

Il fenomeno si evolve: i ladri entrano più dal Web che dalla porta d’ufficio

Ibm ha reso noto i dati di uno studio, condotto su un campione di aziende di 17 Paesi di cui 8 europei, in cui il crimine informatico viene sezionato nei dettagli. Il 58% delle aziende ritiene che il crimine informatico abbia effetti più costosi rispetto al crimine tradizionale: un cyber attacco provoca infatt danni al brand, di reputazione, costi di ripristino, perdita di clienti e di tempo. IBM inoltre rivela che l’84% dei responsabili IT pensa che il crimine organizzato tecnologico stia sostituendo la figura dell’hacker solitario nel mondo del cybercrimine. Le misure anti cybercrimine prese dal 59% delle aziende sono le seguenti: aggiornamento del software antivirus (69%); aggiornamento del firewall (74%); prevenzione e rilevamento delle intrusioni (69%); implementazione in rete di sistemi per la gestione di vulnerabilità e patch (58%). Le aziende annoverano come danni subiti, la perdita di fatturato (72%) e la perdita di clienti acquisiti (67%). In Italia, contro il 43% di media globale, il 77% delle aziende ha indicato come maggior costo del cybercrimine l’attività di investigazione; segue la flessione di fatturato (74%) come danno correlato.

Autore: ITespresso
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