Ibm pianifica una tecnica di sicurezza per la virtualizzazione

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Parte il progetto Phantom dai laboratori X-Force

I ricercatori di Ibm sono al lavoro per sviluppare una nuova tecnologia di prevenzione degli attacchi che si integrerà con i prodotti di virtualizzazione della società. Il progetto, che porta il nome in codice di Phantom, nasce dalla collaborazione del laboratorio Ibm X-Force di analisi delle minacce con quello di Ibm Research. Il progetto prevede la realizzazione di un sistema Ips di intrusion prevention che ispeziona e analizza il traffico di rete in collaborazione con hypervisor che gestisce le macchine virtuali. Va ricordato che la virtualizzazione è una invenzione di Ibm che l’ha implementata per la prima volta sui suoi mainframe. Il tema della messa in sicurezza delle attività di virtualizzazione dei sistemi verrà svolto utilizzano la tecnologia acquisita da Ibm insieme con Internet Security Systems , azienda a quel tempo specializzata nella produzione di sistemi Ips.

Come spiegano in Ibm, uno strato di virtualizzazione introduce anche nuove vulnerabilità nei sistemi che, se strumentalizzate, possono causare alle aziende attacchi agli asset informatici senza precedenti. Le tradizionali tecnologie di sicurezza sono disegnate per garantire la sicurezza negli ambienti fisici di elaborazione, non in ambienti virtuali. La natura dinamica della virtualizzazione richiede una nuova gamma di offerte di sicurezza con la visibilità, granularità e scalabilità richieste per garantire la sicurezza nella realizzazione di ambienti virtuali. Pertanto le aziende devono adottare nuove tecnologie e le migliori soluzioni per proteggere i propri ambienti virtualizzati altrimenti rischiano di lasciare spazio a potenziali catastrofici attacchi.

L’iniziativa Phantom ha l’obiettivo di creare tecnologie di sicurezza per la virtualizzazione, per una efficiente individuazione e distruzione delle comunicazioni maligne attraverso macchine virtuali senza rischi di compromissione. Inoltre, la piena visibilità delle risorse hardware virtuali consentiranno a Phantom di monitorare lo stato di esecuzione delle macchine virtuali stesse, proteggendole sia dalle minacce conosciute che sconosciute e prima che si verifichino.

Autore: ITespresso
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