Ibm punta al chip intelligente

Workspace

I chip saranno in grado di gestire più task senza lintervento umano

LIbm Research Division seguirà un nuovo corso dotando le macchine di maggiori capacità dautonomia. Dotanto i pc di strumenti software e hardware in grado di renderli più indipendenti, lIbm Research conta di creare dei sistemi dalle performance più elevate e dai costi ridotti, grazie soprattutto alla semplicità damministrazione. È un tema sul quale ci stiamo concentrando molto spiega Paul Horn, senior vice-presidente di Ibm Research, che ha illustrato i dettagli della nuova strategia in un intervento alla National Academy of Engineers allHarvard University. Sui diversi chip saranno montati più processori con quantità di memorie molto maggiori rispetto a quanto offerto finora. Il chip potrà poi lavorare con altri che saranno scelti a seconda delle prestazioni da ottenere, dal pc family ai supercomputer. La parte fondamentale, sarà il software sviluppato dai laboratori Ibm, pensato per permettere ad ogni singolo chip di gestire i task separatamente. Ibm adotterà il nuovo approccio sul Blue Gene, il supercomputer per la ricerca sul genoma umano. Allo steso tempo, Ibm sta lavorando anche sul progetto Oceano, per sviluppare software in grado di gestire autonomamente i diversi task lavorativi, senza lintervento umano. A capo della nuova struttura ci saranno Arvind Krishna, direttore delle infrastrutture Internet e Bill Pulleyblank, direttore dei sistemi server, responsabili di questa sezione Ibm che nelle speranze della società diventerà ben presto centrale nelle strategie aziendali per aprirsi a nuove occasioni di business.

Autore: ITespresso
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