Ibm studia lo storage del futuro

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Entro i prossimi dieci anni, la memoria “racetrack” potrebbe portare a dispositivi elettronici di capacità impensabile

I tempi per il rilascio come prodotto finito sono lontani , almeno sei o sette anni, ma i ricercatori di I bm annunciano di lavorare fin da ora su una nuova e sembra promettente tecnologia di memoria che porta il nome inglese di “racetrack”.

Si fanno già alcuni esempi di utilizzo con lettori Mp3 in grado di centuplicare la loro capacità di memoria : saremmo a mezzo milione di canzoni e 3500 film. Il principio base è di memorizzare i dati attraverso un nuovo tipo di memoria magnetica che utilizza per memorizzare i bit lo spin magnetico degli elettroni e non il loro stato di carica.

Un altro vantaggio della memoria di tipo racetrack è il numero illimitato di operazioni permesse di lettura e scrittura rispetto agli hard disk di cui tutti conoscono l’affidabilità limitata nel tempo che conduce a un lunga sequenza di operazioni di backup per la conservazione dei dati. D’altra parte al momento l’unica alternativa tecnologica agli hard disk sono le memorie flash ,affidabili e di accesso veloce, ma di capacità costosa e ancora limitata. Il traguardo rappresentato dalle memorie racetrack sarebbe invece quello della creazione di dispositivi elettronici in grado di memorizzare, nella stessa quantità di spazio, molti più dati di quanto sia possibile oggi, con tempi di boot fulminei, costi notevolmente ridotti e stabilità e durabilità senza precedenti.

La memoria “racetrack” (letteralmente pista, circuito), così denominata perché i dati “corrono” in una “pista” realizzata all’interno di un nanoconduttore, potrebbe portare a dispositivi elettronici allo stato solido – senza parti mobili, quindi più durevoli – in grado di contenere molti più dati, nella stessa quantità di spazio, di quanto non sia possibile oggi.

Autore: ITespresso
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