Ibm, un punto fermo sullo storage

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Almeno una trentina di prodotti e l’integrazione di due anni di acquisizioniI. Ibm presenta il New Enterprise Data Center

Ibm annuncia una raffica di nuovi prodotti e servizi (almeno una trentina) frutto di un investimento valutato in 2 miliardi di dollari e con la collaborazione di ingegneri e specialisti di nove paesi.

Il tutto rientra all’interno di un progetto–strategia che va sotto il nome di New Enterprise Data Center. Il progetto mette a frutto una serie di acquisizioni mirate nel corso dei due ultimi anni che hanno portato in Ibm aziende come Diligent ( tecnologie di deduplicazione),XIV ( infrastruttura di storage ad alto parallelismo),Arsenal ( backup onlinee servizi di protezione dell’informazione) e Softek ( data mobility e consulenza). I concorrenti in questo campo sono quelli di sempre, da Hp a Emc e Sun Microsystems, ma in Ibm si mette l’accento sull’ampia capacità di ricerca integrata sulla nuova infrastruttura IT per le aziende che si traduce nella capacità di servire la clientela secondo una modalità di completezza end to end. Come spiega Maurizio Rizzi, responsabile dei sistemi storage di Ibm Italia, “ il centro di questo annuncio è l’infrastruttura aziendale per le informazioni. E non è un annuncio isolato rispetto al resto della strategia Ibm sul data center. Fa il punto in maniera coerente su tutto quanto abbiamo fatto in questi ultimi tempi”. Lo scenario su cui si muove Ibm è quello più volte illustrato di una crescita dei dati e delle informazioni, create e copiate, che arriva al 57 % composto anno su anno e mette sotto pressione le risorse di infrastruttura delle aziende e di chi gestisce un web sempre più affollato di consumatori che producono contenuti online. E sono previsti in arrivo a breve anche i sensori e altri dispositivi che costituiscono la cosiddetta Internet delle cose.

Continua Rizzi:”Per di più il dato da gestire ha cambiato tipologia: l’80% dei contenuti è di tipo non strutturato. L’information retention sta diventando un problema ancora più serio”. I dati comunicati da Ibm indicano che il 37% dei dati aziendali è scaduto o inattivo. Ma l’83% delle aziende oggetto di un’indagine della società pensano di dover provvedere a mantenere i dati per almeno 50 anni. Il mantenimento delle informazioni si rivela un problemi di costi che va gestito tendendo a minimizzare il total cost of ownership. “Per questo la nuova offerta prevede una parte importanti di servizi non solo di tipo implementativo della soluzione , ma di discovery e aiuto al cliente”.

I prodotti chiave introdotti richiedono una breve elencazione a sé stante:

– Aggiornamento delle soluzioni di data protection remota e in azienda con la tecnologia acquisita da Arsenal

– Software di deduplicazione dei dati Protectier e gateway hardware Ts7650G proveniente dall’ acquisizione di Diligent dello scorso aprile. La soluzione promette per le aziende che devono gestire Petabyte di informazione una riduzione dei dati ridondanti di un fattore da 25 a 1.

– Aggiornamento dell’hardware di storage su disco in array per grandi aziende con infrasttture mainframe. Il sistema Ds8000 acquisisce le funzionalità Raid 6.

– Introduzione nella fascia midrange della serie Ds5000, sistema storage ad alte prestazioni per applicazioni di virtualizzazione, data base ed email.

– Introduzione del sistema XIV, che porta il nome dell’azienda israeliana acquisita e funziona su un’architettura di storage ad alto parallelismo di tipo grid su componenti hardware di tipo standard.

Altre novità da segnalare riguardano una nuova tape library ad alta densità (Ts3500) in grado di triplicare le cartucce contenute sullo stesso footprint e un tape drive con nastri della capacità di 1 Tb nativi che compete direttamente per velocità di gestione con il sistema Storagetek di Sun della medesima capacità.

Autore: ITespresso
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