Ibm verso Rfid

Aziende

Big Blue annuncia un piano per 250 milioni di dollari per i prossimi cinque anni. Ma anche Hp incalza sulle etichette elettroniche

I sistemi di identificazione remota a radio frequenza (Rfid) stanno per rivoluzionare, anche se in modo graduale e lento, la distribuzione e la gestione dei magazzini. Non sarà una sostituzione rapida, quella dei codici a barre. Ma progressivamente si stanno muovendo le acque. Ibm si dimostra sempre più orientata a seguire in maniera dedicata e mirata l’evoluzione Rfid. Già a Luglio Ibm aveva reso noto di aprire a La Gaude, in Francia, il centro europeo per il test e lo sviluppo di soluzioni Rfid. Ora, dopo che le aziende interessate ai sistemi Rfid stanno intuendo le capacità di efficienza operativa e risparmio dei costi, Ibm avrebbe deciso di entrare in grande stile con un programma più lungimirante coperto da investimenti importanti: 250 milioni di dollari per una nuova business unit dedicata a tempo pieno alle tecnologie correlate a Rfid, con 1000 dipendenti. Ibm ha già realizzato prototipi per diverse tipologie di industria, dal farmaceutico al retail, ma anche logistica, elettronica, Pubblica amministrazione e trasporti. Hewlett Packard infine ha in progetto un’alleanza strategica con OATSystems e BearingPoint per lanciare due piattaforme Rfid: la prima è dedicata all’implementazione dei sistemi di identificazione remota a radio frequenza (Rfid), la seconda è destinata al retail per controllare e gestire al meglio le richieste del mercato.

Autore: ITespresso
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