Icann: IpV6 deve darsi una mossa

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Icann lancia l’allarme: solo l’8 o 9% di indirizzi ipv4 sono liberi

Solo l’8 o 9% di indirizzi ipv4 sono liberi. Icann lancia l’allarme da anni, ma ora chiede alle società di spostarsi urgentemente al nuovo standard ipv6 il senza più perdere tempo. L’ultima chiamata era prevista per il 2012, ma itempo sta scadendo e l’esaurimento di indirizzi Web è dietro l’angolo.

A febbraio anche YouTube, il sito di video condivisione di Google, è migrata da IPv4 al protocollo Internet di prossima generazione. Dal primo annuncio di Google.com, Google sta migrando progressivamente tutti i servizi da IPv4 a IPv6.

Ipv4, utilizzando da quando Internet è diventato pubblico negli anni ’80, è stato creato per gestire solo pochi miliardi di indirizzi, mentre l’ipv6 ha spazio per migliaia di miliardi. Negli anni ’80 non era prevedibile il boom di Internet.

anche Number Resource Organisation ha lanciato un nuovo allarme: soltanto il 10 percento di tutto IPv4 è ancora disponibile, poi sarà saturo. Internet ha appena compiuto 40 anni , è stata candidata al Nobel per la Pace , ma ha bisogno di un leggero lifting: la migrazione a Ipv6 è urgente, entro il 2012 (per Bruxelles sarebbe meglio entro il 2010). Attualmente sono pochi gli indirizzi IP disponibili, e, se non si porrà rimedio con la migrazione a Ipv6, gli indirizzi si esauriranno.

Leggi anche: IPv4 verso Ipv6. Ultima chiamata: 2012

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