Icann ha spiegato all’intero World Wide Web che non ci sarà un’Internet dagli occhi a mandorla. È nata da un equivoco l’ipotesi secondo cui la Cina stesse preparando la realizzazione di propri server root per domini di primi livello in ideogrammi. La Cina dunque non si fa una Internet tutta sua, ma continua a sottostare alle regolamentazioni internazionali di Icann. Sotto la root .cn verrà semplicemente creato, in accordo con Icann, un dominio “.mil” in linguaggio cines e. Tuttavia, se tramonta l’ipotesi di una Cina indipendente su Internet, continua il braccio di ferro sulla censura tra Pechino e le aziende straniere ospiti in Cina. Per ovviare a questi problemi e non inciampare come Yahoo nella censura cinese, Google.cn ha optato per una difesa preventiva. Google cinese ha infatti di spostare tutti i dati sensibili negli Stati Uniti, evitando il rischio di controlli sui database delle autorità cinesi. Google ha scelto la difesa della Privacy anche al di là della Grande Muraglia.
Icann nega che la Cina prepari una sua Internet
Tramonta l'ipotesi, la versione in mandarino di Google sposta invece i dati sensibili in Usa


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