Icann vuole censurare i domini controversi?

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Icann dovrebbe limitarsi a definire le regole per registrare i domini
Internet, ma è tentata dall’ergersi a giudice in grado di bloccare domini non
appropriati: è in gioco la libertà di espressione?

Il ruolo di Icann in questi anni è stato criticato più volte (per esempio al Wsis di Tunisi un anno fa, messo in discussione da alcuni paesi non allineati con gli Usa; oppure da lobby come quella che chiede da anni a gran voce il suffisso .xxx , bocciato proprio dai conservatori Teocon statunitensi). Tuttavia, Icann non aveva dato troppo la sponda alle pur severe critiche, e aveva sempre cercato di tenere un “alto” profilo.Icann dovrebbe limitarsi a definire le regole per registrare i domini Internet, ma è tentata dall’ergersi a giudice o arbitro in grado di bloccare i domini non appropriati, che cioè utilizzano termini controversi. Apriti cielo: il documento del Governmental Advisory Committee (Gac) mette decisamente in gioco la libertà di espressione su Internet. Il documento in questione vorrebbe infatti censurare i termini controversi e offensivi, che esprimono odio razziale, discriminazioni, abusi religiosi o culturali eccetera: insomma, di tutto e di più. Ma i delegati governativi nel comitato Icann potrebbero approfittare di un simile potere per censurare a loro discrezione, e impedire la registrazione di un dominio in base a una morale pubblica. Ciò mette una pesantissima ipoteca sulla libertà di espressione in Rete, ma oltretutto conferirebbe a Icann un ruolo di censore, che va ben oltre quello di gestore di domini Internet. Il progetto Internet Governance vuole a questo punto un dibattito pubblico, prima che Icann possa davvero censurare i domini globali. Ora è stato presentato un emendamento dal Non commercial users constituency per conferire il potere di censura a legislazioni nazionali, e non all’Icann.

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