Idc: Le vendite di device mobili alle aziende le decide il lavoratore

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Secondo le ultime ricerche Idc presentate all’evento Idc Mobiz – Mobility Forum 2016, la mobilità, la connettività, il touch, la tastiera, rugged, app specifiche sono fattori che aprono nuovi scenari nell’ambito lavorativo, rendendo sempre più le imprese enterprise for everything

Che i device mobili siano in crescita non è una novità, lo è il fatto che a definirne l’andamento, quanto meno delle vendite alle aziende, lo siano i lavoratori stessi con il loro comportamento fuori e dentro l’azienda.

Secondo le ultime ricerche Idc presentate all’evento Idc Mobiz – Mobility Forum 2016, Gabriele Roberti, research & consulting manager di Idc Italia, la mobilità, la connettività, il touch, la tastiera, rugged, app specifiche sono fattori che aprono nuovi scenari nell’ambito lavorativo, rendendo sempre più le imprese enterprise for everything provocando uno scossone, di sostituzione o di affiancamento, al mercato dei device.

Secondo Idc, se nel 2015 sono stati venduti alle aziende 5,6 milioni di device, nel 2020 questo numero aumenterà fino ad arrivare a 7,2 milioni. Parallelamente a questi concetti, balza all’occhio un altro dato: i mobile workers. Nel 2015 erano 9,9 milioni, nel 2020 saranno 18,6 milioni, il 74% della forza lavoro in Italia e l’83% delle aziende italiane è al lavoro sulle mobile apps, ma sono ancora di più quelle che stanno pensando di darsi da fare sul tema e, secondo Roberti, sono nove su dieci le aziende attive sulle mobile apps.

Abbiamo chiesto alle aziende quali business app sono state rese fruibili su mobile device o lo saranno entro un anno. Ci sono crescite in ambito comunicazione e collaborazione che stanno ripartendo; poi applicazioni come Crm e salesforce automation, in pratica applicazioni che vanno a incidere sulle modalità di lavorare delle persone e mette sempre più il dipendente al centro dei progetti aziendali”, spiega Roberti.

Le app stanno cambiando pelle e, in particolare le app legate al mondo mobile stanno subendo una ridefinizione in base al concetto di qualità e di valore per il business. Roberti spiega i tre concetti chiave che sono alla base di questa evoluzione. “Le app quality: da bug free e secure a user experience & business value; nativamente mobile, ossia il 60% delle enterprise mobile apps, nel 2019, non avrà un precedente sul Pc; infine le Madp, ancora poco adottate, ma tuttavia importanti per l’evoluzione verso la digital transformation e l’Iot. In particolare, la user experience diventa centrale. Nell’ambito delle strategie di enterprise mobility sono previste due tipologie nel tempo: una basata sui device, una sulle applicazioni. Nel primo caso però il contatto con il risultato verrebbe perso in quando le aziende si affiderebbero solo sulla consegna del device aziendale senza verificarne poi l’utilizzo; nel secondo caso invece la situazione sarebbe più sicura perchè si verificherebbe una maggiore connessione tra il lavoro dell’utente e i processi aziendali”, spiega Roberti.Iot@shutterstock

Idc parla di maturity model: le aziende italiane hanno accettato la mobility, hanno diffuso device e passano alla strategia attraverso le applicazioni. Si ricordi, infatti, che l’83% delle aziende italiane sta lavorando su applicazioni mobili. Secondo le interviste fatte da Idc, il 50% delle aziende ha dichiarato che il prossimo anno avrà un budget superiore nella mobilità, che si incrementerà nell’anno successivo. In Italia, quindi di drivers per l’enterprise mobility sono: la produttività, prima di tutto, la collaborazione, la customer satisfaction che si trasforma in vantaggio competitivo verso quelle aziende che hanno dichiarato di non fare nulla sulle mobile app, spiega Roberti. E le sfide? Security, integrazione, mobile/legacy, Tco e Roi, gestione device e Os.

“In questo caso, dalle sfide, le aziende sapranno cogliere le tecnologie su cui investire. In particolare – spiega Roberti – le tecnologie di comunicazione, Emm-sicurezza e la collaborazione”. Il mercato evolve anche numericamente. Secondo Idc, nel 2020 saranno venduti alle aziende più di 800 mila pezzi di device wearable, che rappresenteranno una quantità di device venduti superiore al numero di tablet e device mobili acquistati questo anno dalle aziende. Si pensi allo smartwatch e alle possibilità che saranno messe in campo entro il 2020; oggi inizia il lavoro sull’integrazione.Iot, internet of things@shutterstock

Secondo Idc, il 24% delle aziende italiane ha adottato lo smartwatch. E l’evoluzione ulteriore? La flessibilità e il modo di lavorare in mobilità porterà a un nuovo modo di lavorare. Si aprirà la strada al concetto di machine to machine, per il quale il 51% delle aziende afferma di avere adottato queste soluzioni o di avere intenzione di farlo entro un anno. Ma in quali campi? Sicurezza, logistica, magazzino, controllo qualità. “L’evoluzione dell’m2m va verso l’Iot. Il 68% delle aziende che l’Iot avrà importanza strategica . I Cio stanno cambiando ruolo, sono portatori di innovazione in azienda e guidano l’evoluzione. Cosa aspetta ai Cio? Portare cambiamento ed essere al centro della tecnologia e delle competenze; estendere la sicurezza; integrare il nuovo e legacy fisso-mobile; infine valutare capacità e partnership”, conclude Roberti.

Il processo di digitalizzazione che sta toccando le imprese e i lavoratori, così come è stato esposto durante l’evento Idc ha visto le testimonianze di società che della digitalizzazione, dell’Iot stanno cavalcando l’idea. Luciano Manini, cto di Miroglio group, ha parlato di mobility come fondamento del processo di digitalizzazione. Il cto sostiene che le novità riguardano il personale nei negozi che possono finalizzare le operazioni di e-commerce, attraverso un percorso di formazione che prevede anche informazioni sulla flotta venditori e venditrici e la normativa.

Andrea Toigo
Andrea Toigo

Economia tradizionale e tecnologia devono convergere: un’economia basata sui grandi quantitativi di dati che guidano l’azienda come fossero una moneta. Andrea Toigo, pre-sales director Southern Central Eastern Europe di Intel, si sofferma sul tema e spiega che “Nel corso del tempo abbiamo affrontato diverse ere di industrializzazione; pensavamo che con l’avvento di Internet gran parte del lavoro fosse stato fatto, invece l’accelerazione e l’evoluzione ha fato capire che non era così. Oggi non sappiamo e non possiamo prevedere cosa succederà perché siamo in mezzo a una rivoluzione. La mobilità passa dai dispositivi e l’aspetto importante è la connettività. Intel sta investendo nel 5G per la connettività”.

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