IGF a Trento contro lo Spread Digitale

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Contro il Divario digitale, l’appuntamento dell’Internet Governance Forum (IGF) di Trento diventa l’occasione per chiedere al nuovo governo maggiore attenzione per l’Italia Digitale

Mentre gli occhi degli economisti e dei cittadini italiani sono puntati sullo Spread, i partecipanti dell’Internet Governance Forum di Trento hanno lanciato un appello contro lo Spread Digitale, il gap che separa l’Italia dal resto d’Europa. Cronici ritardi condannano l’Italia alla posizione di fanalino di coda nelle classifiche internazionali sulla banda ultra larga (vedi Akamai, Wef, Ftth, Istat, Eurostat, Oecd, Ofcom, Università di Oxford per Cisco eccetera).

Lo Spread Digitali ha ormai raggiunto livelli inaccettabili. Eppure oggi il Fattore Internet vale il 2% del Pil per 30 miliardi di euro. Inoltre e-commerce, Voip, servizi bancari e finanziari online, social media (blog, forum e social network) negli ultimi 15 anni hanno creato 700 mila posti di lavoro in Italia. Se l’Italia adottasse un‘Agenda Digitale e investisse nella banda ultra larga, potrebbe fare molto di più per crescere.

Da queste considerazioni nasce l’appello dell’Internet Governance Forum (IGF) di Trento al nuovo governo, in via di definizione, dell’ex commissario Antitrust Mario Monti. La Commissione Europea nella Strategia 2020 afferma che investire in banda ultra larga e nuove tecnologie è prioritario per tornare a crescere e superare l’attuale, dura, crisi economica. Raddoppiare la velocità di connessione a banda larga genera un aumento del PIL dello 0,3% (studio di Ericsson). IGF crede che sia finalmente giunta l’ora per scommettere sull’economia digitale.

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IGF 2011 Trento
Autore: ITespresso
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