Ikea passa all’energia eolica: autosufficienza energetica entro il 2020

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Ikea ha deciso di puntare all’autosufficienza energetica, grazie alle rinnovabili, entro il 2020. E parte dagli Usa con un gigantesco impianto eolico.

Chi gestisce un negozio di una certa dimensione, sa quanta energia elettrica si consuma quotidianamente, specialmente se si vendono mobili e complementi di arredo per la cui esposizione una buona luce è fondamentale. E lo sa bene anche Ikea che vanta 313 negozi in 38 paesi del mondo. Partendo dalla consapevolezza dei propri consumi energetici e dei relativi costi, il colosso svedese del mobile ha deciso di diventare del tutto autosufficiente dal punto di vista energetico entro il 2020.

La settimana scorsa, per cominciare la sua impresa, l’azienda ha acquistato un impianto eolico in Illinois. L’impianto, battezzato Hoopeston Wind, produce il 65 per cento di energia in più di quanto ad Ikea non ne serva per alimentare tutti i suoi negozi e i centri di distribuzione statunitensi che ammontano a 38.
E’ anche sufficiente per alimentare 39.000 case medie dell’Illinois e tutto grazie a 49 turbine che, stando a quanto riporta il Chicago Tribune, avranno ognuna un impronunciabile nome svedese, come i mobili.

Ma l’energia prodotta da Hoppestone non andrà direttamente ad alimentare i negozi Ikea. L’impianto è troppo lontano per trasportare l’energia ovunnque serva e non avrebbe senso farlo. Ikea, quindi, venderà l’energia che produce. “Tutti quei negozi messi insieme consumano molta energia – ha dichiarato un analista al Tribune -. Questi non sono piccoli investimenti, sono decisioni a lungo termine”.
E’ esattamente la stessa strategia che le maggiori aziende di tecnologia, tra cui Facebook e Microsoft, hanno assunto da tempo. E ci sono i presupposti perché altre aziende, anche di altri settori, facciano scelte simili.

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