Il 2015 potrebbe passare alla storia come l’anno di svolta per l’intelligenza artificiale (AI)

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Il 2015 potrebbe passare alla storia come l'anno di svolta per l'intelligenza artificiale (AI)
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Il 2015 potrebbe passare alla storia come l’anno della svolta dell’Artificial Intelligence (AI). O come dice Google, con un’immagine fra la poesia e la fantascienza, l’anno in cui i computer “aprirono gli occhi”. Per anni l’AI è sembrata una frontiera meravigliosa, ma difficile da conquistare, ma oggi i computer sono più smart che mai e

Il 2015 potrebbe passare alla storia come l’anno della svolta dell’Artificial Intelligence (AI). O come dice Google, con un’immagine fra la poesia e la fantascienza, l’anno in cui i computer “aprirono gli occhi”.

Per anni l’AI è sembrata una frontiera meravigliosa, ma difficile da conquistare, ma oggi i computer sono più smart che mai e stanno imparando più velocemente di prima. Lo ha affermato anche Jeff Dean, senior fellow di Google, che ha partecipato alla conferenza Neural Information Processing Systems (Nips) di Montreal, un appuntamento che si svolge dal 1987.

Il 2015 potrebbe passare alla storia come l'anno di svolta per l'intelligenza artificiale (AI)
Il 2015 potrebbe passare alla storia come l’anno di svolta per l’intelligenza artificiale (AI)

Nel 2013 Mark Zuckerberg di Facebook creava il suo AI, mentre la startup DeepMind mostraa i suoi progressi nell’AI prima di essere acquisita da Google. Sfruttano l’AI le Google Maps, oggi consultabile offline, Google Now (che sfida Apple Siri e Microsoft Cortana), Google Translate e Smart Reply su Gmail.

L’evoluzione dell’AI va attribuita alle infrastrutture più affidabili di cloud computing, oltre alla capacità di processare informazioni complesse. I neural network sono diventati più abbordabili grazie a software development tool, gratuiti o poco costosi.

A compiere passi avanti nell’AI sono soprattutto Google, Facebook, Ibm e Microsoft. Su Nature Google ha descritto un sistema che può imparare a giocare a vecchi titoli Atari senza comandi. Facebook perette ai computer di descrivere immagini a persone non vedenti; Microsoft ha svelato nuovi sistemi Skype in grado di tradurre in automatico da un linguaggio a un altro; e IBM ha forti potenzialità di crescita in quest’area. Ma all’AI contribuiscono startup non solo come Preferred Networks e Indico Data Labs, ma anche CrowdFlower e DiffBot.

Nel 2015 il progetto più sotto i riflettori è il deep learning, che nei test commette errori sotto il 5%, a livello umano.

Autore: ITespresso
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