Il 40% del settore pubblico usa software open source

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Ponemon Institute: Open source fa rima con sicurezza
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I dati Istat fanno il punto su quanto è digitale la Pubblica Amministrazione

Il censimento dell’Istat ha rilevato che il 96,4%, pari a 11.715 unità su 12.146 istituzioni pubbliche, dispone di un sito Web. Tutte hanno accesso alla Rete. Il software open source è usato dal 40,1% delle istituzioni prese in esame: hanno adottato software con codice sorgente aperto tutte le Regioni, e oltre il 90% delle Province e delle Università.  Fra i Comuni, la percentuale si ferma al 40,7%. L’open source vince nei Comuni più vasti: lo utilizza il 25,9% dei Comuni fino a 5.000 abitanti, ma il 79,8% di quelli oltre 100 mila abitanti.

Dal punto di vista geografico, l’open source è così distribuito lungo la Penisola: lo usa l’86,2% dei Comuni della provincia autonoma di Bolzano, il 67,9% della Toscana, il 61,4% dell’Emilia Romagna; il 56,9% del Friuli-Venezia Giulia, a causa delle piccole dimensioni dei Comuni; 30,9% del Molise, 25,9% dell’Abruzzo e il 23,7% Piemonte.

Dal punto di vista della dotazione IT, l’Istat ha osservato che il desktop domina: nelle amministrazioni centrali , 55 hanno un desktop, mentre circa 8 dipendenti su 100 hanno un notebook. Nelle amministrazioni territoriali (Comuni, Comunità montane o isolane e Unione di comuni, Province e Regioni), il 73% ha un desktop e il 7% un portatile.

Le istituzioni pubbliche che sfruttano strumenti Ict per l’acquisto di beni e servizi sono il 35,6%  del totale. Fanno acquisti attraverso mercati elettronici (26,3%), tramite negozio online (15,7%) e attraverso aste e gare elettroniche (14,4%). Il ricorso alle aste e gare elettroniche contraddistingue soprattutto le Regioni, le Amministrazioni centrali e le Aziende o enti del servizio sanitario nazionale; ai negozi online si rivolgono le Università, le Regioni e le Province; infine, i mercati elettronici sono più popolari fra le Province, le Amministrazioni centrali e le Università.

Il 57,5% delle istituzioni pubbliche dotate di connessione a internet dispone anche di una rete Intranet. Tra queste vi sono soprattutto Aziende o enti del servizio sanitario nazionale, Province, Regioni, Amministrazioni di livello centrale e Università pubbliche, tutte con una percentuale superiore al 90 per cento. Le istituzioni pubbliche che dispongono di una rete Intranet si trovano  per metà nel Nord del Paese, soprattutto nel Nord-ovest (27,5 per cento). Il 92,1% delle 6.984 istituzioni pubbliche utilizzano la rete Intranet per scopi di comunicazione organizzativa (per trasmettere informazioni utili ai dipendenti come numeri interni di telefono, procedure, organigramma eccetera) e amministrativa (89,6%), per pubblicare modulistica e notizie su concorsi; il 71,2% per diffondere tra il personale la documentazione normativa.

Il 46,9% delle istituzioni censite è collegato con reti di comunicazione accessibili ad altre istituzioni per la comunicazione inter-istituzionale: il 55,5% è connesso al Sistema Pubblico di Connettività (SPC). Il 95,0% delle Regioni, il 30% dei Comuni, il 74,3% delle Province e il 70,7% del Servizio sanitario nazionale. L’Emilia-Romagna spicca per adesione allo SPC (44,6 per cento), seguita da: Friuli-Venezia Giulia (42,1%), Umbria (41,6%) e Puglia (41,0%). Ricorrono meno all’SPC: il Piemonte (16,4%), la Liguria (17,3%), la Provincia Autonoma Trento (17,9%) e la Sicilia (19,9%).

Il 99,5% effettua comunicazione extra-istituzionale: la maggior parte attraverso posta elettronica ordinaria, posta elettronica certificata (PEC) e Web. Sono disponibili lo Sportello unico per le attività produttive (Suap per 4.550 unità, il 51,0%) e lo Sportello Unico dei Servizi al Cittadino (26,2%).

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