Il battesimo di Tilt. Non un incubatore ma un Digital Hub

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Tilt – acronimo di Teorema incubator Lab Trieste
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A Trieste terreno fertile per start up nel mondo IT, che potranno appoggiarsi al nuovo Digital Hub creato da Teorema, Area Science Park, Università, Comune di Trieste e Microsoft. Si chiama Tilt, acronimo di Teorema Incubator Lab Trieste

Sono cinque i partner strategici che oggi celebrano il battesimo di Tilt qui a Trieste, per portare avanti l’idea che solo facendo sinergie tra pubblico e privato si possono coltivare nuovi talenti e dare l’avvio a nuove start up. Cinque realtà dal profilo molto diverso tra loro ma accomunate da un unico obiettivo: realizzare una iniziativa tecnico-scientifica per lo sviluppo di imprese innovative nel mondo dell’It, raccolte attorno a Teorema (azienda triestina attiva nel mondo della digital trasformation), al parco tecnologico e scientifico Area Science Park (che opera sotto il controllo del Miur), all’università degli studi di Trieste, al comune di questa città di confine e a Microsoft .

E’ così che nasce Tilt – acronimo di Teorema Incubator Lab Trieste – da una idea di Michele Balbi, Presidente di Teorema, e Stefano Casaleggi, Direttore Generale Area Science Park, per creare nella loro città un digital hub per lo sviluppo di imprese IT e attirare nuovi talenti e investimenti. “Noi non siamo un incubatore – tiene a precisare Balbiperché il nostro apporto è quello di dare alle start up tutto il supporto per sviluppare la loro idea, posizionarla, farla crescere con attività di coaching continuo, non solo con un puro finanziamento. Gli incubatori oggi prestano soldi o affittano spazi, noi invece vogliamo seguire queste aziende dando loro una mano nella loro crescita”.

Da destra, Carlo Purassanta (Ammnistratore delegato di Microsoft), Maurizio Fermeglia (Rettore dell’Università degli Studi di Trieste), Stefano Casaleggi (Direttore Generale Area Science Park), Michele Balbi (Presidente di Teorema), Roberto Cosolini (Sindaco di Trieste)
Da destra, Carlo Purassanta (Amministratore delegato di Microsoft), Maurizio Fermeglia (Rettore dell’Università degli Studi di Trieste), Stefano Casaleggi (Direttore Generale Area Science Park), Michele Balbi (Presidente di Teorema), Roberto Cosolini (Sindaco di Trieste)

E’ cosi che Teorema (nata 18 anni fa come partner Microsoft) mette in campo una serie di servizi necessari all’avvio sul mercato di piccole imprese, che devono poi dimostrare nell’arco di 18 mesi di essere in grado di fare il salto per affrontare in modo indipendente il mercato: formazione, laboratori per la ricerca, supporto per la stesura e la realizzazione del business plan, aiuti amministrativi e gestionali, promozione marketing dei progetti e infine accesso ai finanziatori che credendo nel progetto diventano tassello fondamentale per sviluppare il business. Ovviamente a diposizione non solo la tecnologia Microsoft (infrastruttura offerta gratuitamente) ma anche le competenze e la proprietà intellettuale di progetti che Teorema ha già in corso, che possono rivelarsi utili punti di partenza per le nuove start up. Competenze e soluzioni informatiche che oggi portano Teorema a fatturare 8,5 milioni di euro con tre sedi (Trieste la storica, Milano vicina a Microsoft, Padova da poco aperta), 120 dipendenti, attività ben radicate nel Nord Italia con progetti implementati anche in una ventina di paesi stranieri. “Tilt è prima di tutto un sogno per me – racconta Balbi – per dare ai giovani talenti la possibilità di spiccare il volo. Il logo, un aeroplanino di carta stilizzato in un triangolo, vuole proprio simboleggiare questo slancio”.

La possibilità di fare convergere imprese e ricerca in uno stesso luogo vede il comune attivo per trovare alloggi a prezzi calmierati per chi partecipa al progetto, ed è il sindaco di Trieste Roberto Cosolini a sottolineare quanto Trieste non sia più una cìttà per vecchi (nonostante l’età media di 47 anni) ma che conti oggi 37 ricercatori ogni 1000 abitanti. “Lo scorso anno in occasione del Digital Day a Trieste con Carlo Purassanta, amministratore delegato di Microsoft,  e Michele Balbi avevamo gettato le basi di questo progetto, e credo che la nascita di un nuovo distretto tecnologico dedicato all’innovazione possa attrarre studenti, investitori e diventare la nuova Silicon Valley d’Italia”. “Solo con il supporto e la partecipazione attiva del mondo scientifico è possibile raccogliere e selezionare eccellenze nella ricerca, nuovi talenti e idee” incalza Balbi, con diretto riferimento alla partecipazione attiva dell’Area Science Park e dell’università  per coltivare talenti.

 

Tilt – acronimo di Teorema incubator Lab Trieste
Tilt – acronimo di Teorema incubator Lab Trieste

L’Area Science Park, che ospita anche il Sincrotrone, sarà il contesto in cui le nuove start up potranno mettere radici e Stefano Casaleggi, Direttore Generale, si impegnerà a promuovere Tilt anche con la comunità imprenditoriale del Friuli Venezia Giulia, con cui ha relazioni consolidate fin dalla fondazione. “Nell’area di ricerca gli startupper potranno trovare spazi attrezzati e lavorare su reti a larga banda grazie alla partnership tecnologia stipulata con Microsoft – precisa -. Un recente accordo tra Area e Invitalia Ventures ha posto le basi perché nuovi capitali possano finanziare le startup più promettenti. Grazie a Tilt facciamo un ulteriore passo in questa direzione, con particolare riguardo al settore digitale”.
Così come è Maurizio Fermeglia, Rettore dell’Università degli Studi di Trieste, a ribadire che in quanto fucina di talenti può indirizzare una nuova imprenditorialità innovativa, mantenendo il ruolo catalizzatore degli atenei. “Questa capacità di selezionare, formare e indirizzare i talenti dell’Università degli Studi di Trieste si affianca a Microsoft nell’indirizzare le scelte delle start up su tecnologie e progetti. Cultura, curiosità, creatività e competenze sono le nostre peculiarità. Il fatto che le immatricolazioni siano cresciute del 14% quest’anno significa che abbiamo invogliato studenti a venire a specializzarsi in questo posto grazie alla nostra apertura internazionale, alla capacità di dialogo con università estere, ma anche con aziende, per capire quali profili servono loro”.

Una collaborazione virtuosa tra pubblico e privato che valorizza i punti di forza di Trieste, una città aperta al mondo, non solo per la sua storia di mare ma per essere oggi “porto di idee per ricercatori da tutto il mondo”  ribadisce il sindaco.

Un modellino del Sincrotone
Un modellino del Sincrotrone

Tra maggio e giugno verrà aperto il secondo bando per la presentazione di nuove start up che verranno valutate da un comitato tecnico scientifico organizzato da Tilt. Se al primo bando se ne erano presentate sessanta, di cui una ventina in ambito IT, che aveva portato alla scelta di due realtà oggi parte del programma  (App&Map e M2Test), Balbi stima che saranno dieci le start up che entreranno nel progetto nel corso del primo anno di vita di Tilt.Vorremmo attrarre 10 start up ogni anno e crediamo che Trieste possa fare da calamita per la ricerca, con un’università al servizio del territorio”.

“In Italia non abbiamo brillato per politica industriale, ma possiamo vantare la storia delle nostre città, eredità forte negli ultimi mille anni – commenta Carlo Purassanta, Amministratore Delegato di Microsoft Italia -. Noi crediamo nella città come elemento di aggregazione ma per fare progetti significativi serve la volontà di amministrazioni locali, ricerca, università, attori pubblici e privati. Cosa stiamo facendo per rendere l’Italia più digitale? ci aveva chiesto il nostro ceo Satya Nadella lo scorso autunno a Roma. Ecco, cerchiamo di trovare spazi per creare nuovi business attorno alle nostre eccellenze. Serve una convergenza di intenti.

Si innesta su questo punto anche il progetto Grow IT Up che Microsoft presenterà in dettaglio il prossimo mese e che evidenzierà i settori dove l’Italia può eccellere, con un programma che ha l’ambizione di fare crescere realtà innovative italiane a livello mondiale. “Sul progetto Tilt,   Microsoft investirà 1,5 milioni di euro ogni anno” precisa Purassanta.

E’ invece di circa 100.000 euro la cifra che complessivamante i cinque partner di Tilt  metteranno in campo per ogni start up. “Il modello di Tilt è un modello ingegnerizzato ma che poi viene applicato con attività sartoriale su ogni singola start up, secondo l’esigenza della singola azienda” conclude Baldi. Dopo i primi 18 mesi di coaching, a progetto ormai impostato, la start up verrà lasciata andare sul mercato come un aeroplanino di carta.

L'area che ospita il Sincrotone
L’Area Science Park che ospita il Sincrotone

 

 

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