Il black-out cala sulla Siria: niente Internet nel paese

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Attacco agli account Twitter di Microsoft firmato da Syrian Electronic Army

L’oscuramento di Internet in Siria ricorda quanto avvenne in Egitto e Libia, all’inizio della Primavera Araba. La Siria è senza Rete

La Siria, già martoriata dalla guerra civile e da una sanguinaria repressione, è diventata un “buco nero” sulle mappe di Renesys, che opera una grid in tempo reale per monitorare i dati routing di Internet. E il black-out della Siria è evidente: sono bloccati 84 degli indirizzi IP, tutti diventati irraggiungibili, tanto da “rimuovere” il Paese da Internet. Il black-out è iniziato alle ore 12:26 p.m. di Damasco, tutto, o almeno oltre il 92%, risulta in down senza segni di cambiamento in vista. All’epoca dell’oscuramento della Rete egiziana, 30 differenti servizi di dial-up vennero offerti agli egiziani per aggirare la chiusura. Lo riportò la francese Data Network, gruppo fondato nel 1992 per rendere i dati accessibili. Ma FDN decise di aprirte una piccola finestra sul network. E Google sviluppò con gli ingegneri di Twitter un sistema per digitare un numero telefonico e lasciare un messaggio voicemail. La voicemail,  trasformata in automatico in un file audio, inviava il messaggio su Twitter al tag identificativo #egypt. SpeaktoTweet fa parte di un prodotto di tecnologia voice-to-text della strategia mobile di Google.

In seguito a quanto successo in Egitto, Tunisia e Libia, agli esordi della cosiddetta Primavera Araba, la Commissione europea varò la Disconnect strategy per rifornire di tecnologie ICT le persone a cui certi regimi impediscono l’accesso a servizi-chiave online. La strategia anti-disconnessione della UE offre accesso a Internet e ad altri servizi di comunicazioni, ai cittadini per proteggere la propria privacy e agevolare le proteste contro i regimi repressivi. Kroes pensava a tecnologie che aiutino i dissidenti ed evitino il tracciamento: “I cittadini che vivono in regimi non-democratici necessitano di tool, che facciano loro da scudo contro la cyber sorveglianza. E strumenti per bypassare le restrizioni per comunicare“. Reuters riporta che EgyptAir ha cancellato i voli di venerdì per Damasco. Su Twitter l’evoluzione del black-out su Twitter si segue con l’hashtag: #SyriaBlackout. Si tratta del secondo oscuramento negli ultimi mesi, ma questa volta dura da varie ore. Secondo l’Osservatorio dei Diritti Umani, 20 mesi di guerra civile, mentre i ribelli cercano di cacciare Bashar al-Assad, hanno provocato 40 mila morti.

 

UPDATE: Google ha ripristinato il servizio Speak2Tweet per consentire ai siriani di lasciare messaggi vocali su Twitter, attraverso i numeri: +902123391447 o +302111982716 o +390662207294 o +16504194196 .

Infine fra i kit di sopravvivenza digitale, in caso di censura o black-out, segnaliamo: le connessioni cifrate attraverso il software di anonimizzazione Tor; il programma per creare siti web, forum, blog e portali, al di fuori del web, che si diffonde in peer to peer (p2p) e si duplica nel Pc di ogni singolo nodo collegato; i sistemi di Google e Harvard per denunciare la censura nel mondo; manuale anti-censura; necessità di una “Rete pirata“.

In Siria Internet è torato a funzionare, dopo un misterioso black-out durato 48 ore.

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