Il blogger clandestino teme la censura made in Italy

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La sentenza del giudice del Tribunale di Modica, in Sicilia, potrà creare un precedente? L’interrogativo se lo pone la blogosfera italiana

Un blogger, Carlo Ruta, è finito nelle maglie della giustizia italiana, accusato e condannato di “stampa clandestina”. Il blogger è stato condannato per non aver registrato il proprio sito in Tribunal e: multa di 150 euro (più 5.000 di spese giudiziarie) per violazione dell’articolo 16 della legge sulla stampa.

E’ la prima volta che succede. Carlo Ruta, storico e giornalista, cura Le inchieste , un sito di giornalismo d’inchiesta su mafia e dintorni. Un altro suo sito, Accade in Sicilia, venne chiuso nel 2004. Il pm che ha chiesto la condanna di Ruta è lo stesso Agostino Fera che aveva fatto oscurare il sito nel 2004.

Ma c’è di più: il blogger condannato dal Truibunale di Modica pone un interrogativo per tutta la blogosfera. Scrive l’esperto di diritto, Guido Scorza :

L”equivoco – se di equivoco si è trattato – tuttavia, discende dall’ambigua formulazione della nuova legge sull’editoria (la 62 del 2001) che sembra imporre l’iscrizione di tutti i siti internet di informazione nel ROC – il Registro Unico degli operatori della comunicazione – e, soprattutto, stabilire l’applicabilità a tutti i “prodotti editoriali telematici” della Legge sulla Stampa.”.

Solo in Cina e a Cuba questo è avvenuto – ha commentato lo stesso Ruta – ed è per questo che ci attiveremo tra conferenze stampa ed altre azioni affinché tutti vengano a conoscenza di questa violazione della libertà di espressione. Perché questo rappresenterebbe un precedente molto grave“.

Nel frattempo aspettiamo la pubblicazione della sentenza, per capire meglio le motivazioni che hanno portato alla condanna di Ruta.

Autore: ITespresso
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