Il botta e risposta sul Ddl Carlucci lascia molti dubbi

Autorità e normativeNormativa

In seguito alla scoperta che a ispirare la proposta di legge di Gabriella Carlucci è stato Davide Rossi, Presidente di Univideo, la blogosfera si chiede quali siano le vere finalità del Ddl Carlucci: lotta alla pedofilia o bavaglio a Web e blog?

A poche ore dalla scoperta che a ispirare (e forse scrivere) la proposta di legge di Gabriella Carlucci (il noto Ddl Carlucci ) è stato Davide Rossi , Presidente di Univideo, un interrogativo serpeggia fra la blogosfera italiana: il Ddl Carlucc i, cosa si prefigge?Lotta alla pedofilia o bavaglio ai blog ?

Alla replica di Rossi e Carlucc i, che hanno spiegato a un sito informativo le loro ragioni, ha risposto l’avvocato ed esperto di diritto, Guido Scorza , che ha messo insieme gli elementi del Puzzle, ricavando che: “A) Il “riconosciuto” coinvolgimento di Davide Rossi, Presidente della Univideo;

(B) la circostanza che l’idea di chiedere un suggerimento a Davide Rossi sia sorta a seguito di un suo intervento in un convegno– avendo organizzato l’evento credo di poterlo dire a ragion veduta – nell’ambito del quale si è parlato di molte questioni interessanti ma non certo di Pedofilia online;

(C) il riferimento alla “direttiva del 2000″ (pur nel silenzio dell’Onorevole deve trattarsi di quella sul commercio elettronico con la quale è stata sancito il principio della non responsabilità degli intermediari della comunicazione) che non mi sembra abbia, ancora una volta,nulla a che vedere con la pedofilia o con l’ANTIPEDOFILIA;

(D) il riferimento ai reati che attraverso la sua iniziativa ci si proporrebbe di reprimere per riparare alle aporie della disciplina sul commercio elettronico: “la diffamazione, l’ingiuria e la calunnia”.Qualcuno sa dirmi cosa questi reati abbiano a che vedere con la pedofilia on-line?

Ai posteri, l’ardua sentenza: il Ddl Carlucci sembra non aver nulla da spartire con l’anti pedofilia, bensì assomiglia più a qualcosa d’altro. Vogliamo credere nella buona fede dell’Onorevole Carlucci, ma osserviamo altresì la confusione e la mancanza di conoscenza di fenomeni culturali quali la Rete, i blog, la censura online eccetera.

Soprattutto alla luce della nuova sentenza: Cassazione: le Leggi sulla stampa non valgono per i blog

Autore: ITespresso
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