Il caso Italianshare e gli oscuramenti facili

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Nei giorni scorsi la chiusura di un sito pirata, Italianshare, ha provocato un’ondata di sequestri. Ma i sigilli hanno colpito anche Forum legali e legittimi

Pochi giorni fa la la Guardia di Finanza di Agropoli ha denunciato P.G, in arte Tex Willer, e sequestrato cinque  siti web (italianshare.net, musucishare.italiannetwork.net, filmshare.italiannetwork.net, uwp.italiannetwork.net e italiansexy.net). Ma a questi oscuramenti (il caso Italianshare), è seguiro anche il blocco di Italianstylewebsite.net e FreePlayClub.org, un forum legittimo.

I primi cinque siti web appartenevano allo stesso network illegale con oltre 136 mila utenti iscritti e 31.360 opere coperte da diritto d’autore illegalmente condivise. Fimi aggiunge:I dati statistici on line evidenziavano un trend di accessi consistenti nell’ultimo anno: in media circa 550.000 accessi ogni mese, da parte di utenti quasi esclusivamente italiani (circa il 97 %)“.

Ma se Italianshare violava il copyright, non è questo il caso di Free Play Club che ha scritto a Punto-Informatico dicendo di essere invece un sito legale, e di limitarsi ad ospitare link a giochi in download legittimo e gratuito: non contiene cioè nessuna indicizzazione di file ed2k, torrent o Http. A pochi giorni da un altro caso scottante, quello Moncler, è scattato l “allarme dei sigilli facili“.

Il blocco dei DNS sembra aver colpito anche forum di contenuti shareware e gratuiti. A questo punto riecheggia la domanda se i sequestri in Italia non siano troppo facili. Un conto è colpire la pirateria, un altro fare sequestri a strascico. Dal Freedom on the Net 2011 risulta che i siti oscurati in Italia siano migliaia. I 3103 siti web censurati in Italia riguardano per lo più siti per il gioco d’azzardo online. Ma c’è chi parla di una cifra doppia di oscuramenti: circa 6 mila siti sequestrati  nel nostro paese.

Di recente il Presidente di FIMI, Enzo Mazza, intervenuto all’assise annuale di AIIP, Associazione Italiana Internet Provider, ha evidenziato come le opportunità offerte dal digitale, “possano favorire tutta la filiera consentendo sempre di più al mercato legale di affermarsi mettendo ai margini le piattaforme abusive gestite da organizzazioni criminali all’estero”. E ha aggiunto: “Dobbiamo prendere spunto da quanto per esempio sta avvenendo in USA, dove ISP e imprese discografiche stanno lavorando insieme per una campagna  basata su una risposta graduata che contrasti l’illegalità e dobbiamo anche leggere nelle parole del Segretario di Stato Hilary Clinton come non siano inconciliabili le esigenze di tutela delle proprietà intellettuale in rete con le garanzie di libertà dei cittadini, un’indicazione a procedere senza pregiudizi ideologici“.

Appunto: “Procedere senza pregiudizi ideologici” è un’esortazione che deve valere per tutti, anche per chi dà gli ordini di sequestro. Un conto, infatti, è contrastare l’illegalità, un altro è cedere agli oscuramenti a cascata, senza valutare caso per caso. Perché, procedendo così, si bloccano anche Dns di siti legittimi. I siti con condivisione di collegamenti utili alle note piattaforme di p2p come “Torrent” (c.d. file .torrent) e “eMule” (c.d. link ED2K) sono piattaforme P2P multiprotocollo. Però i siti di materiale shareware, che non violano le normative non vanno confusi con quelli illegali.

Per il Partito Pirata Italiano che vuole presentarsi alle prossime elezioni, il tema dei “sequestri facili” potrebbe essere un banco di prova per focalizzare bene il programma (contro il divario digitale, per il diritto alla privacy su Internet, alla libera espressione, contro ogni forma di censura).

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