Il caso MegaUpload alla corte di un ex membro di BSA

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Battaglia legale per i dati di MegaUpload

Il destino di Kim DotCom, il discusso pirata di MegaUpload, è nelle mani di Neil MacBride, ex dipendente di Business Software Alliance (BSA)

Kim DotCom, il discusso “pirata” di MegaUpload, accusato non solo di pirateria ma perfino di ricettazione, verrà giudicato da Neil MacBride, ex membro di Business Software Alliance (BSA), oggi al tribunale del distretto Est della Virginia. BSA è il gruppo anti pirateria che rappresenta i maggiori produttori software, Apple, Microsoft, Adobe ed Intuit.

Proprio nelle scorse ore si sono registrati i primi “effetti MegaUpload”. Dopo l’azione dell’FBI, che ha condotto alla chiusura del sito MegaUpload (e della sua galassia) e ai clamorosi arresti, altri siti di filesharing sembrano essere corsi ai ripari nel tentativo di evitare di incorrere nello stesso trattamento. FileSonic ha adottato una misura preventiva, disabilitando le funzioni di filesharing limitandosi all’offerta di un servizio di storage online personale.
Oltre a FileSonic, anche Uploaded.to pare aver messo fine al proprio servizio di condivisione di file. RapidShare, MediaFire (eccetera) sono già nella lista nera? RapidShare mette le manoi avanti: “Il business legato al file hosting è legale“. La battaglia è appena iniziata.

Intanto il giudice accusa i sette responsabile del sito di cyberlocker di aver generato illegalmente più di 170 milioni di dollari attraverso attività criminali. DotCom è un personaggio assai discutibile, che ostenta la sua ricchezza esagerata, ora è in carcere in Nuova Zelanda, da dove chiede di uscire su cauzione. Manon sarà facile, perché il giudice Usa è un “falco”, per giunta ex BSA. Se il processo dovesse svolgersi negli Stati Uniti, sarà un processo-spettacolo coperto dai mass media a livello internazionale. Anche perché segnerà il tramonto del file sharing, ma l’inzio delle ostilità fra detentori di diritti e utenti. Anonymous si è già scatenata con azioni di massa: contro CBS, Brasile e Francia, gli ultimi cyber attacchi.

Autore: ITespresso
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