Il Cda di PeopleSoft si oppone ai suoi azionisti

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Gli azionisti avevano appena accettato l’Opa ostile di Oracle, quando sabato è giunta una nuova doccia fredda sulla scalata di Larry Ellison

Venerdì sera sembrava cosa fatta: questione di ore e l’acquisizione di PeopleSoft da parte di Oracle sarebbe stata storia. Venerdì infatti il 61% degli azionisti aveva aderito all’offerta dell’azienda di Larry Ellison, che ammonta a 9,2 miliardi di dollari, e si attendeva ormai l’accettazione definitiva del Cda di PeopleSoft. Seppur ostile e indomito, il board of directors avrebbe potuto decidere di rimuovere la “poison pill” e i blocchi contro la scalata di Oracle e arrendersi: ma il Cda ha detto che ancora l’offerta è inadeguata e ha declinato l’invito a rimuovere le opzioni anti takeover. L’offerta quindi è stata respinta, ma non tutto è perduto. Innanzitutto, secondo alcuni osservatori, Oracle potrebbe tornare sui propri passi e riesumare l’Opa da 26 dollari per azione, contro i 24 attuali, che già aveva proposto mesi fa. Quindi, questa non sarebbe l’Opa “migliore e definitiva” da parte della società di Larry Ellison. Infine il prossimo giovedì si concludono le candidature per l’elezione del prossimo Cda di PeopleSoft, che dovrebbe tenersi a inizio anno nuovo. Dopo 17 mesi di battaglia, PeopleSoft ha ancora le sue carte da giocare per innalzare l’Opa dell’avversario, e Oracle ha ancora un asso nella manica per giungere all’acquisizione finale. Infine la corte del Delaware dovrà presto dare il suo giudizio in merito alla soppressione delle clausole “poison pill” che bloccano la scalata di Oracle, ormai forte del fatto di aver conquistato ben il 61% delle azioni degli azionisti di PeopleSoft, favorevoli alla scalati di Larry Ellison.

Autore: ITespresso
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