Il Ceo di Apple a Foxconn: Fair Labor Association (FLA) ammette le gravi violazioni

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La visita in Cina del Ceo di Apple, porta Tim Cook dentro Foxconn, la fabbrica di iPhone e iPad. FLA rilascia il rapporto sulle fabbriche della supply chain, confermando gli abusi sui lavoratori. Violazioni sugli orari di lavoro e sulle buste paga

La visita in Cina del Ceo di Apple, porta Tim Cook non solo negli Apple Store, ma anche dentro Foxconn, la fabbrica di iPhone e iPad, tristemente nota alle cronache come la “fabbrica dei suicidi”. Proprio ieri Fair Labor Association (FLA) ha rilasciato il rapporto sulle condizioni dei lavoratori in Foxconn: confermati gli abusi sui lavoratori e le gravi violazioni sia in termini di compensazioni economiche che di orari.

Tutte e tre le fabbriche visitate dalla FLA violano gli standard e le normative sugli orari di lavoro cinesi. FLA ammette che il lavoro supera le 60 ore settimanali per operaio. Ora Foxconn promette che dal primo luglio 2013 passerà dalle oltre 60 ore settimanali a 49 ore a settimana. 49 ore settimanali è il limite legale della legislazione cinese, ma viene aggirato continuamente. Metà degli operai ha detto di lavorare più di 11 ore a turno. Il 14% ha denunciato che il mancato o scorretto pagamento degli straordinari: basta fare 29 minuti invece di 30 per saltare il pagamento dello straordinario; oppure con 59 minuti invece di 60, viene pagata solo mezz’ora di straordinari invece di un’ora. Giovanissimi operai, dai 16 ai 17 anni, sono stati individuati in aree a rischio (esposizione a sostanze chimiche oppure a fattori fisici pericolosi come polveri di alluminio, rumori, vibrazioni e condizioni termiche). Il 43% degli operai, almeno una volta, ha assistito a un incidente sul lavoro.

Inoltre FLA, dopo aver intervistato 35,000 lavoratori negli stabilimenti di Guanlan, Longhua e Chengdu., ha annotato che oltre il 60% dei lavoratori dei tre impianti di Foxconn ritiene di non essere pagato a sufficienza per soddisfare le proprie “esigenze base”.

A richiedere l’intervento della FLA è stata Apple in  seguito alla dura inchiesta del New York Times, inchiesta sui “costi umani dell’iPad” che confermava i resoconti di Gizmodo e Wired dell’anno scorso. Foxconn fa parte della supply-chain di Apple, ma anche di altri colossi IT come Hp. Apple afferma di essere soddisfatta del lavoro svolto da FLA, la quale in futuro dovrà verificare che le promesse di Foxconn vengano mantenute nel rispetto delle richieste degli operai. Nonostante le falsificazioni ad opera dell’artista Mike Daisey nell’episodio trasmesso su This American Life, Foxconn ha messo a nudo tutte le sue problematiche. Dal 2013 si spera che, finalmente, volti pagina.

FLA ammette le violazioni a Foxconn, nella supply-chain di Apple
FLA ammette le violazioni a Foxconn, nella supply-chain di Apple
Autore: ITespresso
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