Il CEO di Lindows sponsorizza lXbox hack

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Michael Robertson, CEO di Lindows, ha ammesso di essere lanonimo donatore del premio di gara di 125.000 sterline (200.000 dollari) a chi fosse riuscito a portare il sistema operativo Linux sulla console di gioco di Microsoft

La rivelazione è arrivata con un messaggio inviato allinizio della settimana al Xbox Linux Project, ospitato su SourceForge, sito per lo sviluppo collaborativo di progetti di software open-source. Robertson ha rivelato la propria identità di sponsor della gara e ne ha rimandato la scadenza. In unintervista rilasciata giovedì scorso, Robertson ha confermato di essere lautore del messaggio inviato a SourceForge, dichiarando di non aver sponsorizzato il concorso per scopi di lucro, ma per promuovere il libero accesso alla tecnologia. «Non cè una motivazione di lucro, non è per questo che ho fatto ciò che ho fatto» ha detto. «Penso invece che le persone debbano avere la possibilità di usare il software che preferiscono sullhardware che hanno scelto… Non mi sembra che chi vende automobili possa dirci quale marca di benzina usare». Secondo Robertson, gli sforzi di Microsoft di rendere inaccessibile lXbox sono particolarmente allarmanti in quanto la console è basata sullo stesso tipo di processore Intel utilizzato per i PC. Impedire laccesso al processore stabilisce un precedente pericoloso, soprattutto ora che Microsoft si sta muovendo con il suo progetto Palladium per accrescere la sicurezza dei PC, legando le future versioni di Windows ai processori Intel e agli Advanced Micro Devices. Il progetto di Robertson era stato annunciato lo scorso luglio e prevedeva premi pari a 100.000 dollari per il primo sviluppatore che avesse raggiunto due obbiettivi. Il primo consisteva nel far funzionare Linux sullXbox, obbiettivo già raggiunto da diversi progettisti. Il team che cura il progetto dividerà il premio tra i diversi hacker partecipanti. La seconda sfida, che consisteva nel far funzionare Linux sullXbox senza apportare modifiche allhardware, è stata ben più difficile. Finora, gli hacker che hanno voluto utilizzare software non autorizzato sullXbox hanno avuto bisogno di una console equipaggiata con un «mod-chip», complemento addizionale che elude le misure di sicurezza interne alla console. Microsoft ha naturalmente dispiegato una serie di misure legali e tecniche per impedire lutilizzo dei mod-chip. Entrambi i concorsi avevano come termine di scadenza lunedì scorso, ma Robertson ha fissato la scadenza della seconda sfida per incoraggiare lo sviluppo dei progetti. Secondo quanto riporta il messaggio giunto a SourceForge, i partecipanti avranno a disposizione ancora un anno.

Autore: ITespresso
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