Il Ceo Paul Otellini lascia Intel

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Il Ceo Paul Otellini lascia Intel

Il Ceo di Intel Ceo Paul Otellini si ritirerà il prossimo maggio 2013. Il colosso dei chip ha sei mesi di tempo per trovare il successore a Santa Clara

L’era Mobile miete una nuova vittima, dopo aver falcidiato i vertici del fior fiore degli ex colossi. Se il penultimo è Steve Sinofsky di Microsoft, l’ultimo a lasciare Intel è il Ceo di Intel Ceo Paul Otellini, dopo 40 anni di carriera, nominato Ceo nel 2005. Otellini si ritirerà il prossimo maggio 2013. Il colosso dei chip ha sei mesi di tempo per trovare il successore a Santa Clara.

Il Cda è aperto sia a candidati interni che esterni. Paul Otellini è stato il quinto CEO in 45 anni di storia del colosso dei processori, che sta vivendo una fase di passaggio dall’era dei chip per desktop all’era Mobile dei chip per tablet e smartphone. La riorganizzazione di Intel ha promosso tre membri dello staff senior,  vice presidenti: Renee James, a capo del business software di Intel; Brian Krzanich, chief operating officer (Coo) e a capo della produzione globale; e Stacy Smith, chief financial officer (Cfo) e direttore della strategia aziendale.

Per contrastare il declino del mercato Pc, nel 2012 in calo per la prima volta dal 2001, Intel ha introdotto gli ultrabook, i laptop ultrasottili, con schermo brillante e luminoso e con accensione instantanea. Ma finora le vendite degli ultrabook hanno deluso. I chip Intel salgono sui tablet con Windows 8 (a partire dal Surface Pro), i tablet retrocompatibili con i vecchi software per Windows. Inoltre Bob Mansfield, che il Ceo Tim Cook ha nominato a capo di un nuovo gruppo chiamato Technologies, ha progetti ambiziosi: vorrebbe il divorzio di Apple da Intel, in favore di ARM anche sui MacBook. Intanto anche Hp studia server con chip ARM.

Nell’ultima trimestrale Intel ha ammesso che il rallentamento del mercato Pc erode la profittabilità. Il titolo di Intel ha perso il 3.4%, dopo un calo del 7.8% dall’inizio dell’anno. Intel ha archiviato il terzo trimestre registrando 2.97 miliardi di dollari di guadagni netti, pari a 58 centesimi di dollari per azione, contro i 3.47 miliardi di dollari, o 65 centesimi di dollari dello stesso trimestre di un anno fa. Il fatturato cala a 13.5 miliardi di dollari. A parte la Cina dove i notebook ancora si vendono, nel resto del mondo il mercato Pc aziendale gira a marce ridotte: “a metà della velocità del solito di questo periodo dell’anno“, ha detto il Ceo di Intel Paul Otellini. Sono tre i fattori che pesano: Windows 8 (che è stato lanciato lo scorso 26 ottobre), la debolezza dell’economia globale (con l’euro-recessione), e lo spostamento consumer verso il Mobile (gli utenti prefero scorsoiscono smartphone e tablet ai Pc). Anche la rivale AMD è in difficoltà, tanto che potrebbe tagliare il 20% della forza lavoro.

Dall’avvio di Otellini, Intel ha generato 107 miliardi di dollari in contanti, mentre il fatturato annuale è salito da 38.8 miliardi di dollari a 54 miliardi di dollari.

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Autore: ITespresso
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