Tim Cook (Apple) è il paladino di privacy e crittografia

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Tim Cook (Apple) è il paladino di privacy e crittografia
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Intervistato da 60 Minutes, il Ceo d Apple Tim Cook ha affermato che la privacy non è un optional e va protetta con più crittografia, anche dopo gli attacchi terroristici a Parigi e a San Bernardino. La Polizia e l’FBI avrebbero criticato le ultime due versioni di iOS, perché impediscono di risalire alle conversazioni personali

Intervistato da 60 Minutes, il Ceo d Apple Tim Cook ha affermato che la privacy non è un optional e va protetta con più crittografia, anche dopo gli attacchi terroristici a Parigi e a San Bernardino. La Polizia e l’FBI avrebbero criticato le ultime due versioni di iOS, perché impediscono di risalire alle conversazioni personali degli utenti, anche quando esiste una richiesta delle autorità e anche se la crittografia può agevolare le azioni di potenziali criminali. Ma Apple non vuole compiere tecno-controllo né trasformarsi in poliziotto virtuale: “Se vi è un modo per accedervi, allora qualcuno troverà un modo per farlo. Ci sono state persone che hanno suggerito la presenza di una backdoor. Ma la realtà è che, se inserissimo una backdoor, questa sarebbe per tutti: per i buoni e per i cattivi. […] Non credo che il trade-off sia tra la privacy e la sicurezza nazionale. Credo sia una visione troppo semplicistica. Siamo l’America. Dovremmo avere entrambe“.

Tim Cook (Apple) è il paladino di privacy e crittografia
Tim Cook (Apple) è il paladino di privacy e crittografia

La crittografia, secondo il CeoTim Cook, è irrinunciabile, anche perché sullo smartphone sono contenuti dati su salute, conversazioni intime con il partner, dettagli finanziari e molte altre informazioni sensibili.

Il numero uno di Apple non ha eluso temi scottanti come quello della tassazione sia negli USA che all’estero: la legislazione fiscale USA (e non solo) è antistorica e superata, funzionava nella prima era industriale, ma è retrograda per l’industria di oggi e dei mercati digitali. In merito al ricorso alla manodopera cinese, l’Asia rappresenta un’opportunità, perché in America mancherebbero le competenze necessarie: Apple non produce per il basso costo, ma per la specializzazione degli operai. Infine Cook ricorda Steve Jobs, persona speciale, diversa da tutte quelle da lui incontrate.

Infine, Apple è già al lavoro su Apple Watch 3: “Quando lanciamo un prodotto, siamo già al lavoro sul prossimo. E possibilmente anche sul prossimo e il prossimo ancora…Esaminiamo sempre le cose che possiamo fare”. Ma l’azienda di Cupertino non si dilunga sui dettagli: Apple “ha più segreti della CIA”. La fotocamera di iPhone ha 200 componenti e i 4 fili del motore dedicato alla messa a fuoco automatica, hanno un diametro di 40 micron, “meno di un capello umano”: mentre scattiamo una foto, lo smartphone di Apple compie 24 miliardi di operazioni.

Autore: ITespresso
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