Il cloud computing vuole regole UE

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Servono regole più chiare e trasparenti in tema di privacy e sicurezza per il cloud computing. Oggi le regole sono nazionali, ma il cloud è un mercato globale

Il cloud computing è il futuro, ma servono regole più chiare e trasparenti in tema di privacy e sicurezza. Secondo Idc, le piattaforme fra le nuvole sono destinate a crescere a quota 800 miliardi di dollari nel prossimo quadriennio; mercato cloud crescerà anche in Italia del 41% sul 2010 per poi arrivare a 671 milioni di euro nel 2014. Ma, in occasione dell’evento Skills 4 Cloud organizzato da Microsoft, sono emerse non solo le luci, ma anche le ombre del cloud computing. A trainare la nuvola digitale è la diffusione del Mobile: degli smartphone, dei tablet; e dei super computer dei data center. Il cloud serve per accedere da ogni luogo, in ogni momento, via internet, a dati e risorse come foto (archivi di foto e video), posta elettronica (come la web mail), ma anche potenza di calcolo. Ma a mettere i bastoni fra le ruote alla disponibilità degli utenti di affidarsi al cloud, sono due questioni spinose: sicurezza e privacy. Secondo la London School of Economics il 68% delle aziende ha paura che il cloud possa inciampare proprio su riservatezza e sicurezza IT.

Qual è il principale problema del cloud computing? Oggi le regole sono nazionali, ma il cloud è un mercato globale. Mentre l’utente archivia sui server californiani di Facebook, deve sottostare alle regole italiane. Invece servirebbero maggiore trasparenza e norme meno localizzate. Poiché vigono le leggi del paese in cui  sono custoditi fisicamente i dati, le Autorità europee garanti della privacy relamano il diritto alla trasparenza per i “cittadini digitali”: dove sono archiviati i dati (foto, nomi, video, testi eccetera) e come vengono tutelati.

Microsoft già dice dov’è geograficamente il dato, dov’è il suo back up e com’è protetto (ne comunica le certificazioni di sicurezza utilizzate). Sono tre aspetti che dovrebbero essere trasparenti in ogni offerta cloud“, ha spiegato l’Ad di Microsoft Italia, Pietro Scott Jovane. Secondo il Garante Privacy, Francesco Pizzetti, sarebbe “opportuno che i fornitori ‘notificassero’ (cioè sottoponessero) i propri servizi cloud ai Garanti europei

Tempo fa Eric Schmidt, ex Ceo di Google, aveva introdotto il concetto di “Internet su misura”: “Non dovremo più digitare alcunché sullo schermo tattile, la ricerca saremo noi stessi, il nostro muoverci per il mondo”. Il cloud computing sarà argomento anche del G8 su Internet voluto dalla Francia. Tempo fa Emc ha calcolato il dividendo cloud, ovvero i vantaggi economici offerti dal cloud nei cinque principali paesi europei (Germania, Regno Unito, Italia, Francia e Spagna), superiore a 177,3 miliardi di euro all’anno; solo per l’Italia si tratta di 35,1 miliardi di euro (Cloud Dividend Report 2011 di Emc). I benefici economici indiretti sono stimati in un valore aggiunto in questi paesi pari a 280 miliardi di euro; il cloud genererà oltre 2 milioni di posti di lavoro come occupazione (diretta ed indiretta) tra il 2010 ed il 2015.

Autore: ITespresso
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