Il cloud ibrido, quando il nodo da sciogliere è la interoperabilità

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Il cloud ibrido getta un ponte tra il data center e il cloud pubblico

I partecipanti a Cisco Live 2014, l’evento che il vendor ha organizzato nei giorni scorsi a Milano, hanno potuto assistere all’annuncio di Cisco InterCloud. Dal punto divista del costruttore si tratta di nuovo modulo di un piattaforma più vasta che porta il nome di Cloud One, ma, dato che può operare in maniera indipendente , si propone per le utenze aziendali e i provider come uno strumento in grado di creare e dare vita a un cloud ibrido.

Cisco Live 2014 a Milano
Cisco Live 2014 a Milano

 

Infatti introduce sul mercato la possibilità di mettere in rete e in comunicazione tra loro molti cloud di tipo pubblico , privato e naturalmente ibrido. In particolare assicura la possibilità di trasportare e far migrare carichi di lavoro – siano a essi dati oppure applicazioni – da un data center dove lavorano sotto il controllo di un hypervisor verso cloud pubblici , come quelli di Amazon (Amazon Web Services) o di Microsoft ( Windows Azure) o altri operatori di servizi cloud certificati da Cisco.

Con Intercloud Cisco apre al cloud ibrido
Con Intercloud Cisco apre al cloud ibrido

Insomma un ponte tra i data center che funzionano con i principali hypervisor di virtualizzazione del mercato ( VMware vSphere, Microsoft Hyper-V, Citrix Cloudstack/Xen e Openstack/KVM versione Red Hat) e i cloud pubblici. In concreto si tratta di mettere in relazione il cloud privato e le sue applicazioni on premises con i cloud pubblici

Spesso – in passato a e anche ora – la migrazione dei carichi di lavoro ( workload) non poteva che funzionare realmente che tra hypervisor della stessa origine. Soprattutto una piattaforma per il cloud ibrido deve assicurare la sicurezza delle attività operative – che si tratti di reti , elaborazione o storage- secondo le regole stabilite dia reparti IT delle aziende e con il supporto dei necessari strumenti di amministrazione di sistema.

Verso il cloud ibrido

Le proiezioni degli analisti di mercato di Gartner anticipano che circa il 75 per cento delle imprese , a partire dalle organizzazioni più grandi, adotteranno una strategia di cloud computing di tipo ibrido entro il 2015. E’ dunque tempo in alcune situazioni di pensare e agire per la realizzazione di una propria infrastruttura IT di tipo ibrido. L’adozione del cloud tende a generalizzarsi , ma le infrastrutture sulle quali il cloud computing deve appoggiarsi è ancora lontano dal dare prova di interoperabilità.

Cloud ibrido, ponte tra cloud privato e pubblico
Cloud ibrido, ponte tra cloud privato e pubblico

Per questo l’approccio che al momento attira la maggiore attenzione da parte dei responsabili dei sistemi informativi aziendali è quella del cloud ibrido , vale a dire una associazione tra cloud privato che si appoggia a una architettura all’’interno dell’azienda ( on premises) e alcuni servizi pubblici di cloud. Si tratta di uno schema che si impone per ragioni di economicità , di capacità e scalabilità ( supporto dei picchi di produzione ) , di confidenzialità dei dati o anche di vicinanza geografica per l’esecuzione dei carichi di lavoro applicativi o di conservazione dei dati. In questo modello operativo gioca un ruolo importante la possibilità di far transitare questi ultimi dal cloud privato al servizio pubblico dei provider.

Per fare questo ogni vendor deve dare vita di necessità a un ecosistema di partner tecnologici in maniera di creare una serie di standard de facto . I nomi sono i soliti : EMC, NetApp, Citrix , Microsoft, VMware, VCE, Rackspace, AWS. Con un nome nuovo che ha fatto di recente la sua comparsa in tutte le cronache, quello di OpenStack. Tornando al caso di Cisco i clienti potranno trarre vantaggio direttamente da Windows Azure per spostare e far girare i loro applicativi ,anche per attività di disaster recovery a basso costo e alta efficienza. Da parte sua Microsoft è l’unico partner dell’ecosistema di Cisco che si integra con Cisco in ambienti privati, pubblici e ibridi.

Cosa è il cloud ibrido

Tornando ad approfondire l’argomento cloud ibrido ( o in inglese hybrid cloud) questa combinazione di servizi e dati si poggia su diversi modelli di cloud per creare un ambiente unificato , automatizzato e ben gestito di elaborazione dati. In qualche misura questa combinazione ibrida di servizi sarà il nuovo paradigma del computing per le aziende. Va detto che non sempre l’utilizzo in azienda di servizi cloud un po’ privati e un po’ pubblici richede di arrivare a un cloud ibrido. Il punto chiave sta nel valore che viene generato per l’azienda da un ambiente IT in cui si mescolano servizi di cloud pubblico e privato.

Progettare un cloud ibrido
Progettare un cloud ibrido

Alcuni esperti hanno compilato un breve elenco con cui stabilire se un cloud è ibrido oppure no:
Un cloud è ibrido se :
– L’organizzazione utilizza una piattaforma di sviluppo pubblica che invia dati a un cloud privato o a un’applicazione che opera in un data center.
– L’organizzazione fa leva su un certo numero di applicazioni erogate in modalità SaaS (Software as a Service) e sposta i suoi dati tra risorse private o di data center.
– Un processo legato ad attività di business viene progettato come servizio in modo che possa collegarsi con i diversi ambienti IT come se fossero un unico ambiente.

E viceversa un cloud non è ibrido se:
– Solo alcuni sviluppatori di software in un’azienda utilizzano un servizio pubblico di cloud per realizzare il prototipo di una nuova applicazione che è completamente scollegata dal cloud privato o dal data center
– Se un’organizzazione fa uso di un’applicazione in modalità SaaS per un progetto , ma non ci sono migrazioni di dati da quella applicazione al data center aziendale.

Tra Vmware e Microsoft

VMware è leader di marcato con ampio margine nel software di virtualizzazione dei server. Questo è anche un componente chiave di un cloud ibrido. Microsoft è collocata al secondo posto nel settore virtualizzazione dei server e dispone di altre due armi di mercato nei servizi web , Office 365 e Windows Azure ( cloud pubblico) .

I servizi di cloud ibrido di VMware
I servizi di cloud ibrido di VMware

E da poco è partita la campagna Microsoft verso i suoi partner in particolare quelli disposti a ospitare ei servizi cloud da erogare alla clientela con utilizzo in parallelo delle medesime tecnologie d’infrastruttura IT che Microsoft propone per i data center . L’annuncio va sotto il nome di Cloud OS Network , mentre la tecnologia per data center in gioco si chiama Windows Server 2012 R2, System Center 2012 R2 e Windows Azure Pack.

Cloud ibrido  su piattaforma  Microsoft
Cloud ibrido su piattaforma Microsoft

La strategia di Microsoft , fortemente orientata la cloud ibrido permette a un ‘azienda di decidere quali servizi installare su un cloud privato e quali invece passare a un hoster o su un cloud pubblico. Anche in questo caso tramite la “continuità tecnologica” gli amministratori IT possono beneficiare di un ambiente unificato di servizi di infrastruttura o applicativi.

Autore: ITespresso
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