Il codice di amministrazione digitale è in vigore

NetworkProvider e servizi Internet

Nasce l’Amministrazione senza carta che dà validità giuridica alle comunicazioni email e agli archivi digitali

L’Italia dal primo gennaio è più digitale ( www.padigitale.it ). Con l’inizio dell’anno è infatti entrato in vigore il c odice dell’amministrazione digitale una sorta di “codice della strada” con norme che, superando disposizioni talvolta obsolete e datate, facilitano e stimolano l’utilizzo delle nuove tecnologie all’intero della Pubblica amministrazione italiana e nei suoi rapporti con i cittadini e le imprese, come pure nelle relazioni tra privati. Promosso da Lucio Stanca, ministro per l’Innovazione e le Tecnologie, il codice è frutto di oltre due anni di lavoro giuridico e di interazione a tutti i livelli istituzionali, è stato redatto in collaborazione con le amministrazioni statali interessate e con le Regioni e le autonomie locali, con il contributo di esperti del mondo universitario, imprenditoriale, organi professionali e associazioni di categoria. La Pubblica amministrazione nel suo complesso spende cifre considerevoli in nuove tecnologie (circa 1.300 milioni di euro la Pa locale e circa 1.800 milioni di euro la Pa centrale e gli Enti non economici) e ha dotato quasi tutti i dipendenti (il 91% dei posti “informatizzabili”) di una postazione in rete. Ma a tale sforzo spesso non si è accompagnato un incremento effettivo di efficienza e quindi un risparmio nei costi di funzionamento. Ecco una ristretta selezione dei vantaggi introdotti dal codice: l’azzeramento dei certificati; l’uso della posta elettronica; gli archivi

digitali; le conferenze dei servizi online; banca

del

Riuso delle tecnologi; sportelli unici per le imprese. A sostegno di questo complesso e articolato processo di adeguamento normativo, che comprende tra l’altro anche la Posta Elettronica Certificata (PEC), ossia la raccomanda elettronica, si affianca anche un composito progetto, già in fase di realizzazione: il sistema pubblico di connettività (Spc), l'”autostrada del Sole digitale”, che sta già cominciando a mettere in connessione circa 500 uffici pubblici italiani all’estero (la maggior rete al mondo), come Ambasciate, Consolati, Istituti di cultura, Camere di commercio e sedi Ice, non solo per lo scambio istantaneo di dati, ma anche per le comunicazioni telefoniche attraverso il sistema Voip, ossia attraverso la rete Internet.

Autore: ITespresso
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