Il Comitato Antipirateria convoca il secondo appuntamento

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Le prime audizioni si sono tenute al cospetto Comitato tecnico contro la pirateria digitale e multimediale: l’industria dei contenuti guarda con favore alla Dottrina Sarkozy. Prossima tappa: lunedì 16 marzo

Il Comitato Antipirateria ha tenuto le sue prime audizioni, con le associazioni di categoria e l’industria dei contenuti. Le prime associazioni ed aziende ad essere ascoltate al primo round a Palazzo Chigi, sono state: A NICA – Associazione Nazionale Industrie Cinematografiche Audiovisive e Multimediali, FRT– Federazione Radio Televisioni, FIMI– Federazione Industria Musicale Italiana, AFI– Associazione dei fonografici Italiani, FAPAV– Federazione Anti-Pirateria Audiovisiva, AESVI– Associazione Editori Software Videoludico Italiana.

Seppure con accenti e sfumature diverse, le associazioni ed aziendedel settore hanno chiesto che l’Italia guardi alla Francia, dove sulla cosiddetta Dottrina Sarkozy si sta stringendo: infatti la legge dei “tre colpi”, sta per diventare Legge in Francia.

Dopo l’infelice uscita del Disegno di legge, prima attributo alla Siae e poi a Luca Barbareschi, lascia perplessi l’intento manifestato dal Comitato di trovare una soluzione in tempi rapid i ad un problema divenuto ormai pressante.

Basta leggere i numeri della Fimi: secondo Enzo Mazza, il presidente di FIMI, i dati della crescita della musica online in Italia, oggi al 10% del mercato, devono vedersela con le cifre della contraffazione digitale, capace di arrecare un danno di oltre 300 milioni l’anno: la pirateria supera l’intero mercato legale di Cd e file musicali originali.

Anche Aesvi, insieme Anica, Frt, Fimi, Afi e Fapav, hanno detto la loro: hanno accusato l’attuale normativa di essere ostaggio di criticità a livello legislativo, di interpretazione delle leggi e di percezione dell’illegalità delle violazioni in Rete.

Paolo Landi, di Adiconsum, ha infine protestato: “È inaccettabile che una Commissione governativa ignori le metodiche volute dallo Stato per il dialogo tra consumatori e istituzioni. E’ la seconda volta che siamo obbligati a scrivere alla Commissione per poter dare il nostro contributo allo sviluppo di un mercato digitale che sia in equilibrio tra le esigenze di autori ed editori, ma non sia penalizzante per il consumatore, soprattutto quello onesto“.

Secondo StudioCelentano.it , “la materia è stata data in pasto a personaggi dello spettacolo come la Carlucci prima e Barbareschi adesso che hanno dimostrato di avere una visione troppo persecutoria nei confronti della Rete ed una scarsa conoscenza della natura di Internet e dei meccanismi che ne regolano il funzionamento. L’arrivo, quindi, di un Comitato specializzato e’ stato salutato con grande favore da tutti gli operatori e le previste audizioni sono sicuramente un buon segno“.

La prossima tappa è prevista lunedì 16 marzo, con l’audizione di: Confindustria Servizi Innovativi – AIIP (Providers), Assinform (imprese ICT), ASSTEL (le telecom), FEDOWEB (operatori web) – Assoprovider; – BSA (Business Software Alliance) – con Microsoft, Apple, eccetera; IAB (Interactive Advertising Bureau) – con Google, MySpace, Matrix/Virgilio, Yahoo!, eccetera – Intesa Consumatori e Beuc (Bureau Europeen des Consommateurs).

Autore: ITespresso
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